La donna e il fiume dove tutto scorre

pesce
Due monaci, uno giovane e l’altro più anziano, incontrano sulla loro strada una bella donna che ha bisogno di attraversare il fiume ma non sa nuotare. Il più vecchio si rende disponibile per aiutarla e, caricatola sulle spalle, la traghetta dall’altra sponda del fiume. I due proseguono per la loro strada in silenzio. Dopo molto tempo il giovane dice al vecchio: “Toccando quella donna hai contravvenuto alla regola!”. Il più vecchio risponde: “Forse toccando quella donna ho contravventuo alla regola, ma io l’ho lasciata sulla sponda del fiume tu invece te la sei portata appresso per tutto il viaggio!”.

Annunci

5 thoughts on “La donna e il fiume dove tutto scorre

  1. Ah bellina questa, l’avevo già sentita in un’altra salsa. Il racconto che lessi io non diceva “hai contravvenuto alla regola”, che è più vago, ma faceva proprio presente all’aspetto sessuale della faccenda: toccare una donna con tutto ciò che è annesso e connesso..
    Ma te cosa ne pensi? Poi ti dico la mia..

    • 🙂 ooops… la storiella, certo! Avevo il dubbio tu volessi un mio parere sulle varie versioni circolanti… scusa.

      La morale mi sembra collegata alla discussione sulla citazione degli spadaccini: preoccuparsi di non commettere peccato può avere un’azione paralizzante e può finire col creare un legame proprio con quello che si vorrebbe evitare. Soprattutto quando si prende una regola astrattamente invece di coglierne l’intimo contenuto, che va al di là della singola forma.

      E tu, invece, cosa ne pensi?

      • Penso che porre un divieto di un qualche tipo ha come effetto il porre la questione in un certo modo. Esempio: “non toccare le donne (in quanto sono una tentazione)”. La donna, e la sua relazione con essa, viene già posta in un’ottica di donna = tentazione, e non nell’ottica di donna = persona (bisognosa di aiuto per attraversare il fiume).
        Penso quindi che le regole siano davvero “formatrici”, nel senso che danno forma a una relazione impostandola in un certo modo.
        Bisogna quindi svegliarsi sulla parte non detta degli autodiscorsi che ci si fa: la parte implicita, presupposta, che a volta ci fa volere quello che non desideriamo..

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...