Il Neorazzismo della Lega Nord

Il termine extracomunitario esprime lo stato della cittadinanza di un soggetto (persona fisica o giuridica) in relazione alle vigenti normative dell’Unione europea in tema di cittadinanza: un soggetto extracomunitario è colui che non possiede cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione europea. — Wikipedia

Il razzismo è un’ideologia che viene ormai genericamente condannata sia da un pensiero ragionevole che dalle evidenti, miserabili conseguenze a cui ha portato nel corso della storia.

Sebbene il razzismo venga normalmente considerato qualcosa di negativo, i razzisti continuano a permanere e a voler sfruttare gli istinti più bassi degli uomini per questioni di potere.

Essi tornano in una veste 2.0, veicolando il disprezzo del diverso e l’intolleranza non più attraverso l’ormai smascherata ideologia della razza, bensì attraverso una sottile questione che pone al suo centro il localismo.

I portatori in Italia di questa corrente, che definisco neorazzista, sono gli esponenti della Lega.

Il gioco è molto semplice: fare in modo che il razzismo trovi il suo sfogo attraverso esternazioni che si giustificano in modo diverso rispetto al passato. Con la scusa patetica di tutelare le realtà locali la Lega alimenta la paura e la percezione del pericolo e della minaccia legata “agli extracomunitari”.

L’utilizzo del termine extracomunitario che viene fatto dalla Lega crea in realtà un gioco perverso, per cui l’extracomunitario è “il negro” o “lo zingaro”. Avete mai sentito un leghista marciare a spada tratta contro un americano? Eppure sono extracomunitari anche loro.

Esempio di neorazzismo

Un’altro gioco simile consiste nel far coincidere il problema dell’immigrazione con gli extracomunitari (= negri, zingari e mettiamoci pure i cinesi) come se la soluzione a questo problema dovesse coincidere con l’eliminazione della loro presenza fisica: buttiamoli fuori!, starnazzano.

Ora, ci sono molti modi di eliminare la presenza fisica e ricordate che inizialmente gli ebrei dovevano essere deportati non massacrati. Credere che l’europa non possa toccare gli epocali picchi di bassezza delle due guerre mondiali è un’ingenuità incredibile, e possiamo mantenere le conquiste che i nostri nonni ci hanno lasciato solo se ci diamo da fare.

 

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