Agricoltura e alimentazione: spunti per una riflessione

Nella categoria Altre Voci do spazio ad amici o conoscenti che, non avendo modo di tenere un blog, mi chiedono di pubblicare articoli o spunti di riflessione interessanti. Manu ha fatto alcune considerazioni sull’agricoltura e sull’alimentazione  che pubblico volentieri. Buona lettura e commentate numerosi!

Manu:

Agricoltura e alimentazione: spunti per una riflessione

Premessa: ho composto questo brano riportando in sintesi i miei pensieri e le mie domande su alcuni problemi legati ai metodi dell’agricoltura convenzionale e alle loro conseguenze sull’uomo e sull’ambiente. L’obiettivo ovviamente non è quello di dare risposte, ma di condividere alcuni spunti per una riflessione che io credo importante.

Nell’ultimo secolo l’agricoltura chimica convenzionale ha danneggiato e impoverito fortemente la vitalità del terreno.

E’ necessaria una svolta nei metodi dell’agricoltura per mantenere i livelli di produttività e contrastare nuove e sempre più resistenti malattie delle piante.

Ci sono diverse possibilità per affrontare il problema, tra le quali possiamo trovare  l’agricoltura con OGM, l’agricoltura biologica, l’agricoltura biodinamica.

Nell’agricoltura convenzionale e OGM il terreno e le piante sono considerati come dei sistemi retti da sole leggi chimico-fisiche.

E’ possibile ridurre un organismo ad un  (complesso) meccanismo?

Ogni singolo campo di fenomeni necessita di un particolare metodo di osservazione e di uno speciale insieme di concetti per essere studiato. Ossia il metodo di osservazione dipende dal campo  fenomenologico.

Nell’agricoltura biodinamica si distinguono: il “piano delle forze fisico-chimiche” e il  “piano delle forze vitali” . Queste ultime agiscono in tutto ciò che possiamo qualificare come organico. Per afferrarne le dinamiche, le leggi chimico-fisiche risultano inadatte.

Presupponendo la “sensatezza” di distinguere l’organico dall’inorganico-meccanico, si impone la necessità di una scienza adatta a studiare il piano delle forze vitali, diversa dalla fisica e dalla chimica.

L’ attuale biologia è in grado di raccogliere questa sfida? E l’agronomia?

Da una tale scienza si devono sviluppare dei metodi di valutazione e misura per osservare il piano delle forze vitali: sforzi in tal senso vengono ad esempio dai metodi di misurazione della Cristallizzazione Sensibile.

In alcune delle misure effettuate tramite la tecnica della Cristallizzazione Sensibile si mostra una sostanziale differenza sul piano vitale tra campioni organici di piante coltivate convenzionalmente ed altri di piante da agricoltura biologica o biodinamica.

Nel caso delle piante coltivate tradizionalmente le misure mostrano che sul piano delle forze vitali c’è un’attività debole oppure quasi assente, cioè simile a quella che si potrebbe misurare in un minerale (es. una pietra).

Nel caso di piante da agricoltura biologica o biodinamica è possibile misurare una attività “vitale” più o meno intensa.

A questo punto risulterebbe interessante cercare di osservare il piano delle forze vitali anche nell’essere umano. Si potrebbe cercare di capire cosa accada sul piano delle forze vitali umane quando si assume un alimento.

Quale impatto ha  sull’essere umano un alimento che deriva da metodi di coltivazione pensati solo in termini di leggi fisiche e chimiche?

Quale impatto ha sul terreno una agricoltura che riduce tutto ciò che è osservabile nel ambiente ad un mondo di leggi puramente fisiche e chimiche ?

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9 thoughts on “Agricoltura e alimentazione: spunti per una riflessione

  1. Quando parlavo della nostra società come di una Società Mercuriale mi riferivo a molte cose.
    Adesso constato che il medesimo atteggiamento mercuriale lo ritroviamo anche nell’agricoltura: l’atteggiamento secondo cui la terra deve dare sempre, e sempre ancora nuovi frutti. In continuazione.
    Il fatto che il terreno non venga fatto riposare, o che venga “spremuto” mediante l’utilizzo di fertilizzanti chimici non da modo alla terra di portare a termine il suo ciclo che richiede una buona dose di tempo dedicata al compimento, all’esaurimento dei processi di decomposizione e morte.
    Questo apparente “esubero di vita” non può che essere l’espressione di una morte ancora non compresa, similmente a quanto accade per la volontà di rimanere giovani per sempre (interessante sarebbe da questo punto di vista l’approfondimento del segno della Vergine).
    Tornando più in tema direi che l’aspetto conoscitivo di cui si serve l’agronomia è sicuramente carente per affrontare la sfida, perché non attinge alla realtà che si propone di studiare: il vivente.
    Anziché espandere le proprie conoscenze su una sfera di indagine reale l’uomo cade da un lato nella scienza ottusamente materialistica, dall’altro in un’astratto misticismo delle forze vitali che non tiene conto dei progressi dell’uomo in campo conoscitivo.
    Secondo me la questione per agire concretamente su un piano culturale in modo efficace è quello di impossessarci di determinate parole con una certa dose di onestà intellettuale.
    In altre parole: di cosa parliamo quando diciamo “forze vitali” ?

  2. Manu, ho una domanda per te: esistono studi che hanno effettivamente cercato di applicare la cristallizzazione all’uomo per misurarne le forze vitali?
    Per quanto riguarda la tua ultima domanda, aggiungerei anche un altro punto: spesso, oltre al limite derivante dalla mera applicazione di leggi fisiche e chimiche, si aggiunge anche un certo grado di ignoranza nell’uso delle stesse. O meglio, non si hanno ancora le conoscenze o le capacità per stabilire quali saranno le conseguenze delle proprie azioni. L’agricoltura basata su OGM offre una miriade di esempi: specie GM create per evitare l’uso di diserbanti che infine inquinano il terreno in una percentuale superiore rispetto ai prodotti chimici, piante GM che causano la morte di specie impollinatrici spesso in via di estinzione, ecc… E tutto questo contribuisce a diminuire la biodiversità genetica, tanto che molti biogenetisti considerano l’epoca in cui viviamo noi come la preparazione per la “sesta estinzione di massa”….. mmmm…. finiremo anche noi come i dinosauri?

    • @Saru:

      Da quello che ho capito, dal punto di vista della Cristallizzazione Sensibile la parte del corpo umano che racchiude informazioni sullo stato generale dello stesso è il sangue. Senza entrare nella descrizione delle tecnica, so che le analisi effettuate possono dare informazioni sullo stato di singoli organi e apparati e quindi supportare il medico durante la diagnosi di una malattia.
      Non so se le misure mostrino solo ed esclusivamente processi che interessano il corpo eterico o vitale ( vedi antroposofia ), oppure anche altro.

      Per quel che riguarda gli OGM, come per la genetica in generale, la biologia ecc, come già detto non ho mai avuto modo di approfondire molto.

      PS: Spero comunque in un destino diverso da quello dei dinosauri! 🙂

  3. @ Aion:

    Concordo con te che l’agricoltura convenzionale, quella ad esempio che già praticava mio nonno nel suo piccolo terreno, è in un certo senso dominata da Mercurio.

    Ponendo la domanda sul concetto di “forze vitali”, hai centrato il mio tema. Io ho usato questi termini ai fini del discorso, ma sapevo che in parte nascondevano un “vuoto” . E’ che questo vuoto di concetti è in realtà pieno di un presentimento, di una sensazione, che emerge sempre davanti a parole come: organismo, vita, vegetale ecc.
    Il fatto strano è che, queste oscure percezioni, di cui la ragione farebbe volentieri a meno, sono poi il motore di tutti gli ulteriori sforzi conoscitivi come anche di eventuali azioni.

    In effetti durante i miei studi ho spesso avuto a che fare con i pensieri della fisica classica, della chimica, della meccanica; e pian piano, da qualche anno, sto cominciando anche a formarmi dei pensieri per affrontare quello che empiricamente chiamerei animico.
    Invece questo generico “piano vitale” mi sfugge. Ma il fatto che mi sfugga non vuol dire che non possa essere approfondito. Come neppure che non agisca con le sue leggi durante la mia vita. Se vedo un masso che si muove, sono in grado di valutare se sta per cascarmi addosso ed eventualmente evitarlo, se uno stato paranoico mi afferra, riesco in qualche modo a trovare il punto di uscita. Ma se mangio un’insalata cresciuta in idrocoltura spinta ( quella nelle buste per intenderci ), non so cosa succede, se è adatta alla mia persona, se mi manterrà in salute o se col tempo mi danneggerà.

    Quindi le mie riflessioni e domande mi servono per elaborare una strategia “di sopravvivenza“ rispetto a questioni come l’alimentazione e la salubrità dell’ambiente in cui vivo.

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