L’Asse Vergine – Pesci

Dimicli e esaltazioni secondo l’astrologia morpurghiana

La Vergine è il bisogno di conservazione. Nel corpo il ventre.

Data una forma, essa deve essere mantenuta come tale, conservata in eterno (domicilio diurno di Y). I mezzi attraverso i quali ciò avviene sono: una sottile attenzione volta ai dettagli (domicilio notturno di Mercurio), in grado di scoprire il benché minimo errore (lo scostamento dalla forma data); una eccellente tecnica e un senso pratico volti al qui e ora (esaltazione di Urano).

La Vergine quindi ripete la forma data: produce quantità anziché qualità. La produzione industriale in serie attraverso la macchina e la clonazione (segno di Terra, tendenzialmente Ahrimanico) sono i mezzi in cui si esprime questo concetto.

Moralmente, tendenza a un luciferico meccanicismo morale: data una situazione c’è sempre il modo giusto di comportarsi a cui conformarsi.

L’ombra: un giudice spietato che critica ogni più piccola “forma d’errore” negli altri, la non conformità e inadeguatezza.

La falsa luce: credere che l’errore non faccia parte della vita, e illudersi di poterlo rimuovere per sempre.

 

I Pesci sono il bisogno di generare. Nel corpo i piedi.

La realtà attuale viene negata in funzione di una sua metamorfosi (domicilio diurno di Nettuno), alla quale ci si prepara attraverso l’avvento di una nuova nascita. Il no alla realtà diventa la porta a una sfera di evasione (il sogno, la musica, l’arte, il gioco, la droga, ecc.) nella quale è possibile espandersi pienamente (domicilio notturno di Giove) in modo creativo, emotivo, totalmente libero (esaltazione della Luna).

I Pesci ignorano lo status quo o si lasciano andare all’emotività onirica e creatrice, priva di vincoli, che è prossima alla genialità: producono (nuova) qualità anziché quantità. Il diritto all’errore viene rivendicato, e la perfezione è considerata come una fragile struttura totalmente sterile. Sbagliare è errare (Giove).

L’ombra: disprezzo per la realtà, la creazione del nuovo come quell’elemento che porta alla sua distruzione.

La falsa luce: vivere in una sfera di sogno anziché nella realtà, evasione eccessiva, droga.

 

L’Asse della Creazione

In entrambi i casi il risultato è rivolto alla creazione nel mondo: uno rivolto alla produzione, quindi alla quantità; l’altro rivolto alla generazione del nuovo, quindi alla produzione di nuove qualità.

Su quest’asse ci si muove essendo da un lato più conservatori, riparando ciò che c’è già, riproducendolo, tendendo sempre al mantenimento dello status quo; dall’altro lato si tende a osare, a sbagliare, a spaziare, cercando novità e la generazione di un elemento che ci faccia uscire dalla quotidianità che ci è data.

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