I vuoti di senso

Quando c’è qualcosa che non va è come se ci fosse un buco, una discontinuità nel senso delle cose, delle situazioni o delle persone. E’ come perdere o troncare un pezzo di mondo che *puff* non c’è più. Il che non ha molto senso..

Proprio l’assenza di senso, e quindi la nostra ignoranza, rende secondo me la cosa dolorosa. Quando mi capita di essere in quel “buco” mi accorgo di non riuscire a trovare alle cose un contesto, un significato reale e concreto. Senza contare che quelli che ti vengono in mente sono per qualche strano motivo i peggiori. E poi non parlo di quel significato che “ci appiccico sopra” solo per avere conforto. Anche se in fondo pure quello non è poi così male.

Ritrovare il significato perduto poi, se lo si cerca guardandosi attorno, non è nemmeno così tanto complicato. Io però non ho mai trovato nessuno che mi insegnasse a farlo. Ma che sfiga..

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4 thoughts on “I vuoti di senso

  1. [OT/] Grazie del commento, ti sei letto anche tuttla la discussione! sono commosso, mi hai fatto ricordare i tempi in cui i post generavano decine di commenti, era bello, sentivo intorno a me, come dice Pasolini, il calore di una discussione, e infatti ci ho messo molte delle mie migliori energie, forse non del tutto sprecate allora 😉 [/OT]

  2. [OT] Ciao FinO, eh sì mi son letto tutta la discussione eheh.
    Quella frase che ho quotato aveva di bello (tra i suoi vari aspetti) quella di essere una risposta indiretta a tutte le spietate critiche che hai ricevuto: a chi stavano rispondendo, in fondo?
    La condivido come frase perché è capitato anche a me di partorirla, anche se in una forma diversa, quindi mi ha dato molta soddisfazione ritrovarla (o se preferisci, ritrovarmici) [/OT]

  3. Sempre OT. Ogni volta che nel blog ho toccato l’argomento battuage, cruising all’aperto ecc. è sempre saltato fuori qualcuno che si scandalizzava. Tra l’altro ricordo discussioni allo stesso livello e ferme agli stessi argomenti nella ora chiusa mailing list di arcigay nella seconda metà dei ’90… I toni accesi fanno sempre pensare a qualcosa che smuove dentro, e per motivi che non di controlla perfettamente.

    Dov’è la tua frase? In un post del blog?

    • La frase a cui mi riferivo era proprio la tua, in cui ho ritrovato mie considerazioni:

      “La differenza passa fra chi è veramente capace di incontrare qualcuno e chi si confronta solo con i propri fantasmi e da dietro la loro cortina nemmeno riesce a vederti.”

      Questa incapacità di relazionarsi realmente con il prossimo è qualcosa che vedo ogni giorno. Molti non si accorgono di avere a che fare con una parte di sé stessi che non riescono a riconoscere, e non con la persona che hanno davanti.

      Riguardo a quella conversazione la prova di questo fenomeno sta nel fatto che i più polemici non hanno cercato di comprendere il tuo vissuto interiore (tra l’altro molto interessante) ma hanno schiacciato la tua esperienza sull’immaginario che solitamente si associa a certi ambienti.

      Ma se devo giudicare una situazione in funzione dell’immaginario che già mi è dato, perché vivere? Basterebbero uno schermo e una stanza. E non è forse questo quello che sta accadendo?

      Non mi tiro fuori da questo discorso, visto che vivo al computer molto più di altri, ma il mio interesse per l’animo umano mi attira sempre verso uomini che hanno la volontà di raccontare il proprio vissuto.

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