Lo Scorpione

Leggendo il libro di Lisa Morpurgo sui segni zodiacali mi aspettavo qualcosa di più sullo scorpione. Voglio dire, sei una donna che ha dedicato la sua vita all’astrologia e non sei in grado di cogliere nell’essenza tutti i segni? La spiegazione che ne dava era troppo debole, troppo mirata sull’omicidio, sull’eliminazione degli altri.

Ora, posso capire che alcuni segni le stiano sul cazzo. La Vergine è caratterizzata benissimo ma sembra di avere a che fare con un automa che vuole clonarsi per non uscire dalla forma data (in questo caso del suo corpo). Sicuramente l’esempio è azzeccatissimo, però il modo in cui ne parlava faceva trasparire troppo astio.. o almeno è l’impressione che ne ho avuto. Boh.

Illuminanti invece sono stati per me questi articoli di Meris che introducono lo Scorpione, paragonandolo all’opposto Toro.

Questo segno “orale” collegato alla bocca ha come istinto fondamentale quello di nutrirsi (e qui le descrizioni della Morpurgo rendono benissimo, devo dire); polarmente lo Scorpione è un segno “anale” (oggi vi servo le battute su un piatto d’argento!) dato che il suo istinto è connesso con l’escrezione delle tossine introdotte dall’alimentazione del vorace Toro.

Mentre il Toro è alla costante ricerca di tutto ciò che può dargli nutrimento per portarlo nella sua cerchia (in un moto dall’esterno all’interno) lo Scorpione ricerca tutto ciò che di dannoso, tossico, malsano, ostile, venefico, mortifero, ecc. è già presente nella cerchia suddetta per epellerlo.

Ora, la “cerchia” può essere qualsiasi cosa: le mura domestiche, un cerchio di amici, una rete d’affari, una comunità, la propria anima, ecc. Non ha importanza: il concetto fondamentale è scovare ciò che di nascosto e oscuro si cela al suo interno.

Questa ricerca ha lo scopo di portare lo Scorpione a elaborare questa oscurità in qualche forma: può trasformarla, espellerla, usarla per creare un altro elemento, sopprimerla, ecc. Per questo se l’oscurità viene identificata totalmente con una persona questa rischia grosso.

La discrezione dello Scorpione deriva dalla consapevolezza di avere in sé un elemento malsano, orrido, cattivo, malato, corrotto, ecc. Questa consapevolezza porta con sé una sublimata forma di pudore che fa in modo che lo Scorpione non sveli mai troppo di sé. Sublimata, perché lo Scorpione non si scandalizza più di tanto.

D’altra parte i nativi sanno che ognuno reca in sé, in qualche forma, il suddetto elemento; e la sua visione profonda (funzionale alla ricerca dell’oscurità) gli permette di scovarla presto.

Se lo Scorpione sarà in grado di elaborare in qualche modo l’oscurità allora questa si trasformerà in un elemento luminoso (simbolo della fenice); se invece ne rimarrà impantanato (scorpione nella sabbia) tutti ne subiranno le conseguenze (compreso lui stesso).

Un bellissimo segno!

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