Finalmente, il Toro

Penso di aver compreso finalmente anche il trigono di Terra: Toro, Vergine, Capricorno. Ma soprattutto Toro, che mi ha dato del filo da torcere perché con lui ho poco (o niente) a che fare.

Dominato da Venere, questo segno sembra davvero incarnare un certo tipo di edonismo: la felicità coincide col benessere, come dice Lisa Morpurgo. Per certi versi mi ricorda un po’ la filosofia di vita degli hobbit, presente? Amore per il buon cibo, il buon bere, l’essere placidamente compiaciuti in tutto ciò che si fa, godere della terra e essere rilassati, soddisfatti, nell’appagamento.

L’istinto vitale guida sembra essere il bisogno di nutrimento, di qualsiasi tipo sia: il circondarsi di cose in grado di saziare gioiosamente ogni nostro appetito. E come in ogni banchetto che si rispetti, condividerlo con gli altri.

Da un lato quindi il toro tende a fare in modo che anche gli altri possano godere dei frutti della terra e dei suoi piacere assieme a lui; dall’altra il suo ingerire si trasforma in un viscerale attaccamento, in una possessività carnale nei confronti di ciò che lo nutre, siano esse cose o persone.

Una bella immagine: come il cibo ingerito diventa carne e sangue, il rapporto sentimentale con una persona la fa diventare parte di lui, quasi del suo corpo. Un troncamento improvviso diventa quindi una vera e propria mutilazione.

Tutto ciò che gli permette di avere il nutrimento che ama è importante: tipicamente un lavoro stabile con uno stipendio definito, a cui si dedica efficientemente: massimo rendimento con minimo sforzo. Da cui il rapporto particolare del Toro con il lavoro.

Una considerazione interessante: il Toro al lavoro è quanto di meno friulano esista. La mentalità friulana, ma in generale quella patriarcale, porta a considerare cosa buona in un uomo, virile e apprezzabile, il suo distruggersi nel lavoro. Tanto più un friulano si spacca la schiena nel lavoro, tanto più ha valore; ostenterà quindi i suoi sforzi o comunque tenderà a fare un po’ più del dovuto per dimostrare qualcosa a sé stesso o agli altri.

Questo elemento è totalmente assente nel Toro, che invece lavora comodamente e ottimizza gli sforzi come farebbe con delle preziose scorte di nutrimento (come del resto fa sempre la Natura). Da un punto di vista del risultato è quindi una persona molto efficiente, ma se giudicato dalle apparenze esibizionistiche patriarcali può essere considerato ingiustamente pigro.

Quando la preoccupazione per il nutrimento è rassicurata, nulla lo smuove. E qui iniziano le in mio parere fastidiose qualità telluriche taurine. Tutti i problemi, anche quelli del prossimo, sono minimizzati se il problema fondamentale è risolto. Qualsiasi slancio ideale è superfluo, qualsiasi turba emotiva esistenziale è infondata: la pesantezza della terra si fa sentire nel suo placido sprofondare nell’appagamento dei sensi.

Evoluzione psicologica del segno

Il bambino Toro deve essere nutrito, e ha bisogno che qualcuno gestisca per lui le scorte. L’adulto Toro sa procacciarsi il nutrimento da solo, e sa gestirlo. Il genitore sa gestire questo processo così bene che sa gestirlo anche agli altri, ai bambini, siano suoi figli o meno: il genitore è genitore di tutti. Educa i bambini in modo che siano in grado di nutrirsi e gestirsi da sé stessi, in modo che siano indipendenti: liberi.

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