Appunti – Segno del Cancro

Appunti casuali — prospettiva: segno = istinto, impulso vitale

Il segno del cancro è contraddistinto dal bisogno di protezione.

L’istinto che presenta non è quella di preservazione di sé stessi, dello status quo, similmente a quanto avviene per la vergine. Il bisogno del cancro è fondamentalmente intimo, non formale.

Intimo perché riguarda un interno, che deve essere tutelato e protetto da un elemento esterno, duro. Il cancro frappone tra la sua intima morbidezza e sensibilità, che determina tra l’altro la sua recettività, una barriera, un muro.

Analogamente ai paguri, alle chiocciole, e ad altri animali molli il cancro ha un’armatura, una protezione. Questa protezione può essere di vario tipo, a seconda del piano che si sta prendendo in considerazione: il generico bisogno di protezione viene soddisfatto con forme particolari di protezione.

Il bisogno più semplice e necessario è quello fisico, laddove la protezione coincide con il perimetro delle mura domestiche. All’interno della casa del cancro regna un clima accogliente, dolce e sereno. Per il cancro è quindi fondamentale il “sentirsi a casa”, soprattutto da un punto di vista emotivo.

L’emotività del cancro non è determinata da nient’altro che dalla sue estrema percettività. Analogamente a quanto avviene per un timpano, la recettività è sinonimo di suscettibilità, e quindi di potenziale fragilità.

Socialmente quindi il cancro necessità di una protezione, che assume diverse forme. Su un piano della comunicazione troviamo spesso l’uso del silenzio come muro: il cancro tace per non esporsi. Analogamente la timidezza è più strumentale, o di comodo, che non effettiva; infatti il cancro è in grado di instaurare rapporti umani meravigliosi, forse i più belli e duraturi, ma ha dei problemi con quelli superficiali perché lo feriscono.

Un’altra forma di barriera, di scudo, è costituita dalle persone che il cancro ha fatto entrare nella sua cerchia, di cui si fida molto e che usa come cuscinetti indiretti.

Dal punto di vista evolutivo il cancro è una persona eterocentrata su scudi e protezioni esterni; il cancro è inoltre incapace di erigerli, per questo necessita che siano altri ad erigerli per lui. Il primo passo evolutivo del cancro consiste quindi nell’essere in grado di erigere da sé queste difese, cosa che l’istinto di cui è portatore gli insegna a fare molto presto.

Cosa invece assai più difficile è fare in modo che la recettività del cancro si interiorizzi correttamente, al posto di somatizzarsi (stomaco), e che vengano erette delle vere e proprie barriere psichiche che fanno del cancro un essere in sé centrato anche dal punto di vista emotivo.

Esempi di barriere psicologica sono: il saper dire di no, l’attendere prima di dare una risposta affermativa o negativa, la bilancia spirituale di Steiner, ecc.

Allo stato genitoriale il cancro è il signore della casa, o l’angelo del focolare: sa costruire per gli altri un luogo accogliente, una dimora in cui bambini possano sentirsi protetti e al sicuro. Dal punto di vista psicologico sa educare i bambini in modo che imparino a costruire delle difese psicologiche che gli impediscano di “chiudersi a riccio”, isolandosi da un tessuto sociale, considerato da questo segno sempre ruvido e ostile, perché cozza con la sua sensibilità.

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