Collera, Colpa e Giustizia

La misura del sentimento

La collera è suscitata dalla colpa, sono i due lati della stessa medaglia: se non c’è colpa non può esserci collera.

La colpa è strettamente connessa al senso di giustizia, che ha a che fare col sentimento: la sfera in cui si misurano i torti subiti. I torti possono essere fisici o morali, ma la giustizia ha il compito di ripristinare l’armonia suscitando un senso di soddisfazione.

Sia la misura dei torti, che la misura della giustizia, risiedono nel sentimento.

Un giudizio ingiusto, troppo poco severo o troppo severo, generano insoddisfazione e frustrazione. Un giudizio giusto e equilibrato può arrecare soddisfazione anche nella parte che ne viene maggiormente colpita, se ha la forza di riconoscerne il valore.

Sacerdote, Giudice, Artista Sociale

La collera conduce alla vendetta: la forma più bassa di giustizia. Misera, perché legata unicamente al singolo e al suo mondo emotivo: piccola nella sua estensione e comprensione. Il cieco sfogo della collera appaga.

Quando la vendetta smette di essere relegata all’angusto contesto del singolo può nobilitarsi e diventare l’impulso che conduce a una superiore forma di ordine e armonia: “sia fatta giustizia”.

L’applicazione della norma, della regola, della legge diventa la prima forma di giustizia: occhio per occhio, dente per dente. Risvolto etico di una concezione morta della verità: la legge è stabilita una volta per tutte, come la Verità, e ignora tutti i singoli casi individuali delle complesse relazioni umane.

Si passa allora dal Sacerdote al Giudice: la nuova figura armonizzatrice e mediatrice della verità morta con la verità vivente del momento; la prima permane come spettro garante di un’oggettività super partes necessaria per affrontare l’instabilità e fluidità della seconda.

Ora vive l’esigenza che l’oggettività super partes venga coltivata nell’interiorità dei singoli, in modo tale che una nuova forma di giustizia, interamente vivente, possa prendere posto all’arrugginita macchina del diritto.

Giudicare una relazione di forme in modo tale che esse esprimano armonia: un rinnovato senso estetico applicato al sociale. Il Giudice diventa un’Artista Sociale che risolve con gesti creativi le situazioni, attingendo al presente, muovendo parti della società altrimenti sconnesse. Così un torto diventa l’occasione per creare ad arte nuove situazioni, nuovi incontri, nuove esperienze umane.

Collera creatrice, colpa fluente

La collera è un’emozione che muove distruttivamente verso la sua causa. Lo slancio distruttivo, la rottura, può essere spostata? Diretta verso un punto della società che viene momentaneamente interrotto: i cittadini si rendono conto che la giustizia sta creando, perché i loro incontri cambiano attraverso di essa, attraverso un’arte sociale che è bella, nel suo mostrarsi.

Così la rottura diventa coscienza, per tutti. L’arida giustizia di ora, relegata nei suoi templi del diritto, suscita la più incancrenita indifferenza. Ma se la sua applicazione crea nuovi legami tra persone, allora si percepisce una nuova, creante, giustizia vivente. La giustizia diventa esperienza di ogni giorno, piena di senso.

.. l’immagine che abbiamo del denaro resta sempre li, in fondo ad ogni problema, ad alimentarlo.

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