Gestalt

Ho comprato un libretto della Xenia di introduzione alla terapia della Gestalt. L’autore è Riccardo Zerbetto, che sinceramente non conosco minimamente.

Mi sembra scritto bene (nel senso che i concetti sono espressi con chiarezza) anche se devo ancora affrontarlo seriamente.

Non è che tu sai qualcosa di sta corrente psicologica?

In caso commentami qualcosa che sono curioso..

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4 thoughts on “Gestalt

  1. Ma guarda… Ieri sera leggevo un capitolo di un saggio di Konrad Lorentz e, tra gli altri riferimenti interessanti (tra cui la retroazione negativa con ruolo regolatore…), faceva delle considerazioni su uno (da quel che so) dei punti cardine della concezione della Gestalt: “Il tutto è maggiore delle sue parti”. La cosa che più mi ha fatto riflettere è che per Lorentz, che guarda dal punto di vista evoluzionistico, tale sovrappiù è una creazione ex-novo. Da quel che ho visto in giro, anche nell’ambito della complessità e perfino in certi autori teologi, le cosiddette “emergenze” sono in effetti delle caratteristiche totalmente nuove che nascono dall’interazione tra sistemi piuttosto che, come potrebbe suggerire il termine, una realtà che trova nell’interazione tra le parti la sua via d’espressione. Bene. Ma queste sono mie riflessioni, che non hanno forse molto a che fare con la Gestalt…

    • Per me c’entra eccome!

      Manco a farlo apposta, ultimamente mi trovo sempre con questi concetti tra i piedi (scherzo sono interessantissimi), legati alla complessità.

      Credo che si possa distinguere il corpo astrale, formato se vuoi dall’insieme delle parti, dall’io che si distingue da questo come elemento ex-novo..

  2. O_o ma questo è schematismo antroposofico!
    A parte gli scherzi… se per te la cosa ha senso (e credo ce l’abbia) ti dirò che può essere; per me però, probabilmente perché l’osservazione è decontestualizzata, ne ha poco.
    Penso soprattutto al fatto che l’idea del “tutto maggiore delle sue parti” viene applicata in maniera trasversale. Lorentz la introduce con l’esempio di due sistemi lineari (un condensatore ed un induttore) che se messi in serie hanno comportamento oscillante; in quel “capolavoro” di “Olos” hai visto che viene applicata dall’atomo all’universo, passando per tutte le forme di vita; nella Gestalt viene usato anche per indicare le peculiarità di un gruppo composto da più individui che assieme acquistano capacità maggiori della semplice somma. Credo perciò che la distinzione corpo astrale e io possa non essere per forza riconoscibile nella generica idea del “tutto > somma delle parti”. Agli albori delle mie ricerche avevo trovato la stessa idea della folgorazione (Lorentz chiamerebbe così l’insorgere delle nuove caratteristiche dall’insieme delle parti) alla base dei ragionamenti dei cognitivisti che vedevano la coscienza e il pensiero sorgere dall’intreccio dei neuroni. La cosa mi lasciò perplesso a suo tempo e mi perplime ancora oggi. Mi pare più che altro il punto di vista del realista ingenuo (del materialista più becero in maniera meno politicamente coretta) e quindi parziale.

    • Intendevo dire semplicemente questo: fermo restando che ognuno di noi ha una personalità costituita da un’insieme di parti, che possono essere anche contraddittorie (ad esempio posso avere una personalità-ruolo di figlio e una di padre) resta comunque il fatto che il soggetto si esprime in un elemento unitario: l’io.

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