La Morte a Venezia

Questo weekend mi sono proprio divertito.

Sabato mattina abbiamo fatto i preparativi in fretta e furia, rischiando quasi di prendere il treno, ma alla fine ce l’abbiamo fatta ed eccoci a Venezia. Partiamo in tre, gli altri due ci raggiungono in stazione.

Mentre li aspettiamo ci facciamo dipingere i volti completando le trasformazioni: la Morte, Batman (che prima era in modalità Bruce Wayne!) e un Joker a sorpresa (ci hai provato a paragonarti a Heath Ledger vero? Tanto lo so che non leggi mai questo blog così ti sfotto ahahah…).

La faccia mortifera me l’ha fatta aggratisse un ragazzo che ho conosciuto su internet. Mi ha fatto piacere incontrati grazie del regalo! 😉

La Morte a Venezia (i riferimenti a Thomas Mann sono puramente casuali) è stata un successone. E’ indubbio che lo psicopatico mi riesce benissimo (sì, “cago fora del boccal” come dicono qui a Trieste) e parecchie persone mi hanno fermato per fotografarmi. La cosa più bella è fare delle facce vagamente stralunate per poi “agganciare” le persone che iniziano a fissarti. Da li rantoli e versi mortiferi utilizzando la voce ispirata, in stile spettri del Signore degli Anelli.

La falce si presta benissimo a delle pose splatter. Sicuramente reciclerò il tutto ad Halloween, anche perché non voglio ripetere la scena del negozio di mascherere.

Avete un mantello nero in stile morte?

Sì certo. Col cappuccio o senza?

Il cappuccio è essenziale per la morte.

Interno nero, bianco o rosso?

Nero

Eh no, finito

Facciamo rosso allora, tipo sangue

Ehhhh.. non c’è

Vabè alora bianco.

E’ l’ultimo, ecco

Incontriamo un autoctono amico di Batman e andiamo a bere l’aperitivo in un’osteria tipica davvero bellina, quando inaspettatamente Catwoman (la ragazza di batman) organizza il rendezvous a Pordenone.

Ore 20.04 prendiamo il treno di ritorno. Litigo con Batman. Tre minuti dopo ci abbracciamo facendo la pace.

Mentre lasciamo Venezia il suono del treno viene eclissato dal rumore assordante degli ubriachi che sciamano sulla palude come un esercito di criceti comunisti incazzati.

Rendezvous con Catwoman e pizza.

La serata si spegne come un mozzicone di cicca in un locale che odio.

Dio, quanto lo odio.

Il giù tutto.

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2 thoughts on “La Morte a Venezia

  1. Ma chi te insegna sté robe? Qua a Trieste se disi “cagarla fora del BUCAL”, ché in lingua bucal saria el pitale… boccal magari dirà i veneti! (intendendo comunque la stessa roba) P.S. la prossima volta il mantello te lo presto io, ne ho uno fichissimo! … tanto per cagarla fora del bucal

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