Chaos

Quando avverto che una cosa o una situazione raggiunge un limite in un processo di cambiamento, o trasformazione, sento spesso il bisogno di un salto. Quel limite non può essere trasformato, sta la da impedimento: oltre non si va, al limite si ripete o ci si ripete. Non posso che prendere quel limite e distruggerlo, affogarlo, ucciderlo, bruciarlo, sfondarlo. Non da me, visto che è un limite.

Lascio che sia il caos a divorarlo, fiducioso che rigettandolo nel mare da cui viene ritorni a pezzi, o indebolito, o piegato: la natura o il tempo ne avranno fatto qualcosa che io non sono riuscito a fare.

A volte mi faccio male, ma va bene anche così finché non faccio del male a nessuno; mettersi in gioco è sempre molto emozionante, rischioso, un momento di lotta e superamenti.

E’ sempre più piacevole di lasciare che l’inerzia lo faccia diventare un solco nella carne e nell’abitudine.

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