Due storie

Oggi mi hanno raccontato due storie (strana cosa!).

La prima l’ha letta un mio collega su un libro di Osho, non mi ricordo esattamente il titolo. Questa storia racconta di un re (o principe, insomma un qualche signore di qualche terra) che convoca un buddha a palazzo affinché gli riveli la Verità. Il buddha arriva, guarda il re, e batte violentemente il pugno su un tavolo, per poi andarsene. Una persona della corte del re si avvicina al sovrano e gli chiede se aveva capito qualocosa; il re gli risponde di no. Allora questa persona gli dice che la Verità il buddha gliela stava rivelando nel modo in cui camminava, nel portamento, nei gesti della sua mano e così via. Il pugno sul tavolo serviva per svegliare il sovrano dal torpore, perché non lo stava osservando.

L’altra storia è più corta e simpatica e ce l’ha raccontata a lavoro il “grande capo”.

C’è un ubriaco che ha perso le chiavi per strada, di notte. Così inizia a cercare le chiavi sotto un palo della luce, dandosi pena. A un certo punto si avvicina un uomo che gli chiede: “ha perso qualcosa signore?” .”Le mie chiavi” risponde l’ubriaco. “E dov’era quando le ha perse?”. L’ubriaco indica un punto nella strada, al buio. “E perché non le cerca la?”, chiede l’uomo. “Perché la non c’è luce!” risponde l’ubriaco.

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2 thoughts on “Due storie

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