L’art. 3 della costituzione: ignorato solo a metà, fortunatamente ancora non del tutto

Sospiro di sollievo: l’evidenza non è stata negata.

basta_berlusconi_economistROMA – Il lodo Alfano è illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l’articolo 3, che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l’articolo 138, che impone l’obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Corte costituzionale, riuniti in seduta plenaria dalla mattinata di ieri, a proposito del provvedimento che i processi per le prime quattro cariche dello Stato. [leggi l’articolo di Repubblica.it]

L’Italia ha dimostrato di essere ancora un paese civile e il potere giuridico può dirsi (per il momento) salvo, malgrado il tentativo di erosione da parte dell’ormai deviato potere politico. Se il Lodo Alfano fosse stato dichiarato costituzionalmente accettabile allora si sarebbe creato un pericoloso precedente, per cui la costituzione di fatto sarebbe carta straccia: qualcosa che si può tranquillamente ignorare.

Non ci vuole un genio per comprendere l’incostituzionalità di questo decreto; si vede benissimo dall’art. 3 della Costituzione:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8,19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

354252383_1fc77b23c7_mVisto e considerato poi che il Lodo Schifani (la “brutta copia” del Lodo Alfano) era già stato respinto, ammettere il Lodo Alfano sarebbe stato un vero e proprio controsenso, viste le variazioni minime (e del tutto marginali) rispetto al precedente.

Concludo dicendo che spero che questo momento di attenzione nei confronti della Costituzione porti agli italiani (e ai legislatori) una maggiore sensibilità alla seconda parte dell’art 3. Viviamo infatti in un paese in cui ancora non si è legiferato per rimuovere “ostacoli di ordine sociale” che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini omosessuali.

Infatti il “pieno sviluppo della persona umana”, lo riconoscerete tutti, riguarda per buona parte la vita affettiva. Considerando che si stima che gli omosessuali siano il 10% della popolazione, avere uno Stato che di fatto ignora questa realtà costituisce una grave lacuna legislativa. Non a caso la Comunità Europea aveva esortato gli Stati che non lo avevano fatto a legiferare in proposito. L’Italia risponde da troppo tempo con un imbarazzante silenzio.

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