Il «Volgarometro» delle offese: le più gravi gay e handicappato

Mi è capitato di imbattermi in un vecchio articolo de Il Giornale.

Essere apostrofati come «handicappato» è percepito come un insulto gravissimo, al pari di «mafioso» e più offensivo di «nazista» o «terrorista». Anche epiteti che alludono all’essere gay sono considerati un’offesa imperdonabile. Essere chiamati «negro» poi, è peggio che «barbone». È quanto emerge da un curioso sondaggio del mensile «Focus», che ha voluto stilare un «Volgarometro», una sorta di termometro degli insulti, parole che, a modo loro, possono raccontare qualcosa sugli umori della società italiana e soprattutto su come il linguaggio rispecchi i tabù correnti.

Che bel paese, eh? Dopotutto se la Lega e CL iniziano ad andare a braccetto (leggete il Fatto Quotidiano) è chiaro che le due sfere di potere in questione vogliono un paese ignorante, xenofobo e omofobo. Finché la gente percepisce gli stranieri e gli omosessuali come un problema allora starà dalla parte di coloro che vogliono “risolvere” il problema, senza capire che di fatto 1- risolvere il problema non può consistere nell’espulsione di qualcuno dalla società 2- la Lega e la Chiesa non hanno nessunissimo interesse a far sì che questo “problema” venga risolto perché si nutrono della vostra paura.

Immaginate un paese in cui gli stranieri sono integrati perfettamente nella società: ma chi vota la Lega? Immagine un paese in cui vige il pluralismo etico, cioè un luogo in cui la moralità dell’altro viene conosciuta e compresa: a che serva la Chiesa, che vuole farci credere di essere l’unica vera detentrice della moralità?

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6 thoughts on “Il «Volgarometro» delle offese: le più gravi gay e handicappato

  1. Ho recentemente finito di leggere 1984. Nel libro molte dinamiche politico/sociali sono portate all’eccesso, ma purtroppo salta agli occhi come gran parte delle strategie utilizzate dai “membri del Partito Interno” siano più o meno portate avanti nella realtà. Tra tutte la più importante per detenere il potere è proprio il fomentare l’odio e la paura verso un nemico che il potere combatte (per potersi proporre come salvatore) ma che in realtà ha tutto l’interesse che continui ad esistere per sempre. Orwell docet.

  2. E’ molto difficile uscire dal meccanismo ” uniti contro X ” : a meno che non si sia delle persone ricche di interessi, che amano molte cose ( e che quindi possono vivere una intensa socialita’ “propositiva” ), si rischia di rimanere molto soli.

    • Per me è molto difficile perché interiormente non siamo in grado di farlo. Alla fine ci sono parti di noi che non sappiamo porre in armonia con il resto di noi, e sono proprio quelle a rispecchiare la parte che la società tende ad escludere, ad avere contro.

      Storicamente molte cose sono state espulse della società, come ad esempio i folli. Questo ha creato “individui sani” ? Io non credo..

  3. Come se si volesse espellere una parte di se’, nel senso di non volerla vedere? Espulsione-respingimento come non liberta’ nei confronti di proprie zone d’ombra, inconosciute ? Mi sembra sensato.

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