La mentalità dell’italiano: un uomo piccolo

Da un po’ di tempo ormai inizio ad avere una percezione dell’Italia molto diversa da quella che ero abituato ad avere. Sono cresciuto considerando l’Italia come un paese europeo simile, per grado di civiltà e di qualità della vita, alla Francia o alla Germania. Un paese laico in cui vive la libertà di pensiero e di informazione, in cui la gente non è mediamente ignorante o grezza.

Solo ultimamente ho aperto gli occhi nei confronti di quella che secondo me è la mentalità tipica dell’italiano. Certo è ovvio che ci sono molte differenze e sfaccettature tra le varie parti d’Italia e non si può certo fare di tutta l’erba un fascio. Eppure percepisco una nota di fondo dominante nella mentalità di questo paese.

Cresce in me l’opinione che l’italiano sia un uomo piccolo: abituato a essere subordinato alla figura paterna di un’autorità. Non ha importanza di che autorità si tratti, quanto piuttosto il ruolo che questa autorità gioca nei suoi confronti. L’autorità del momento è ciò che fornisce a questo piccolo uomo una via, una direzione.

L’essenziale della direzione che gli viene indicata non consiste tanto nel fatto che questa gli da una direzione nella vita, uno scopo, quanto piuttosto nel dargli una certezza precisa: quella di essere al sicuro, di star facendo la cosa giusta. Certezza alimentata dal dirsi: “questo è il modo in cui vanno le cose, questo è come fanno tutti”.

L’italiano si sente al sicuro nella corrente dominante.

La cosa paradossale è che l’italiano segue sì questa corrente per sentirsi al sicuro (anche se questa ha una dubbia moralità), ma allo stesso tempo non si fida del suo pastore, dell’autorità che conduce il gioco. Eppure ha paura di uscire da questa corrente, perché sarebbe costretto a fare una scelta: “meglio continuare a fare quello che fanno tutti, ma quello la che guida è solo un coglione che se ne approfitta”.

Le tre autorità dominanti in Italia sono: lo Stato, la Chiesa e la Criminalità Organizzata. Come vengono percepite dall’italiano?

Lo Stato è ovviamente una spina nel fianco, qualcosa che ostacola il nostro vivere quotidiano: non è qualcosa che ci aiuta e ci sostiene. I politici “sono tutti dei farabutti a cui interessa solo il magna magna”. E nei confronti delle regole dettate dallo stato come si comporta l’italiano? Semplicemente “come fanno tutti”: non pagherà il canone rai, visto che attorno a lui nessuno lo paga, oppure lo pagherà, visto che attorno a lui lo pagano. In fondo cercherà di fregarlo prima di farsi fregare, ma sempre nel modo stabilito dalla corrente dominante. Tipico è il caso della legge italiana che poi di fatto non viene applicata da nessuno, e quindi ci si comporta come se non esistesse.

La Chiesa molti come la considerano? Come un apparato di politici vestiti da sacerdoti che hanno la pretesa di dirci cosa dobbiamo fare e come lo dobbiamo fare. Delle persone che predicano bene e razzolano male, che si scagliano prima sugli omosessuali e poi nascondono in casa i pedofili. Eppure, nel profondo, l’italiano non si azzarderà ad andare troppo fuori dal recinto vaticano. Sarà pervaso subito da un sentimento di diffidenza: “guai a considerare la possibilità di una famiglia altro a quella stabilita come quella corretta”. L’italiano si guarderà attorno e si regolerà di conseguenza: la corrente dominante tace? E allora è meglio tacere.

La Criminalità Organizzata (il maiuscolo è ironico) è l’ultimo esempio. Sostanzialmente si tratta della stessa cosa, a cui però bisogna aggiungere una molto più giustificata forma di paura. Fatto sta in ogni caso che la gente non è molto portata a dire “da che parte stare”; semplicemente fa quello che fanno tutti e basta. Ad ogni modo non credo di conoscere la situazione molto bene in questo terzo caso, quindi mi limito a riguardo (se avete commenti ben vengano!).

E voi cosa pensate dell’italiano?

Annunci

4 thoughts on “La mentalità dell’italiano: un uomo piccolo

  1. L’italiano, l’Americano, l’Inglese… mi paiono tutti usciti dalla stessa matrice: L’uomo.
    L’uomo è portato a replicare istintivamente i comportamenti che vede attorno a lui, è il replicare clichè che si reputano più corretti e piacevoli degli altri la nostra unica forma di libero arbitrio. Decidere come trovare il piacere che aneliamo.
    In italia la politica (non intesa come funz gov, ma come modo di pensare) della corruzione, patrimonio latino a cui tanto siamo legati, ha portato a ritenere la corruzione e il corrotto, parte deprecabile ma costituente del sistema; ma il becero assoggettamento a ciò che vogliono che noi vediamo è un cromosoma che condividiamo con tutta la nostra Odiata ed amatà specie.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...