La Calma Interiore

In questo periodo ho ripreso in mano il testo l’Iniziazione di Steiner. A dire la verità mi sto concentrando su un solo paragrafo: quello della calma interiore.

Le indicazioni date dal Dottore per raggiungere la calma interiore sono molto particolari, perché si differenziano dalle consuete tecniche di rilassamento basate sul corpo.

Le indicazioni date da Steiner si fondano unicamente sulle rappresentazioni (potremmo dire “sulla mente”) e sul rapporto di sentimento che abbiamo con esse. Non mirano ad ottenere una calma attraverso la respirazione o con particolari posizioni del corpo.

Riporto un passaggio dell’Iniziazione che ho tratto da questo sito, sottolineando le parti secondo me più importanti.

Cerca momenti di calma interiore, ed in questi momenti impara a distinguere l’essenziale dal non essenziale

Semplice è questa regola, e semplice è anche la sua osservanza.

Ma essa conduce alla meta soltanto se viene seguita con una serietà e severità pari alla sua semplicità.

Se una persona non disponesse realmente di altro tempo, cinque minuti al giorno sarebbero sufficienti.

Bisogna quotidianamente ritagliarsi un periodo nel quale staccarsi dalla vita giornaliera.

In questo periodo, dedicato alla calma interiore, il praticante deve passare in rassegna con l’anima le sue gioie, i suoi dolori, le sue esperienze, le sue azioni e li deve considerare da un punto di vista superiore, come se fossero esperienze di altri.

Il praticante deve acquistare la forza di porsi, in determinati momenti, di fronte a se stesso come ad un estraneo.

Deve osservare se stesso con la calma interiore di un critico.

Se ci riesce, le sue esperienze gli si riveleranno in una luce nuova.

Quando si ottiene la calma interiore propria di una visione generale, l’essenziale si separa dal non essenziale: dolore e gioia, pensieri, azioni, propositi ci si rivelano diversi quando ci si pone in questo modo di fronte ad essi.

E’ come se tutto il giorno si fosse rimasti fermi in una quartiere, considerando le singole vie e le piazze una per una; e poi, la sera, da un’altura vicina, si desse uno sguardo d’insieme all’intero paese.

Il rapporto tra le diverse parti risulta allora ben diverso da quando si era dentro.

Con le vicende più recenti, non si arriva a questa esperienza, né occorre arrivarvi, ma con quelle più lontane occorre che il discepolo della vita spirituale si sforzi di riuscirvi.
Il valore di tale tranquilla auto-osservazione interiore non dipende tanto da ciò che con essa si vede, quanto piuttosto dal riscontrare in sé la forza che sviluppa tale calma interiore.
Accanto al proprio “uomo di tutti i giorni”, ogni uomo porta infatti dentro di sé anche un “uomo superiore”; questi rimane nascosto finché non viene destato, e ogni uomo lo può risvegliare soltanto da solo.

Finché il praticante non arriva a conoscere il frutto della calma interiore, deve continuare a seguire seriamente e severamente la regola qui descritta.

Per ogni uomo che persevera, arriverà il giorno, in cui spiritualmente gli si farà la luce attorno; in cui a un occhio, che egli finora non conosceva in sé, si dischiuderà un mondo completamente nuovo.

Non occorre che si verifichi alcun cambiamento nella vita esteriore del discepolo per il fatto che egli comincia a seguire questa regola.

Egli attende ai suoi doveri come per il passato; e dapprima continua a sopportare i medesimi dolori e a sperimentare le medesime gioie.

L’osservanza di quella norma non lo potrà in nessun modo allontanare dalla «vita».

Anzi, egli potrà dedicarvisi tanto più pienamente nel resto del giorno, in quanto nei suoi momenti d’isolamento gode di una «vita superiore».

Gradatamente questa «vita superiore» esercita la sua influenza su quella ordinaria; la calma dei momenti di isolamento eserciterà la sua azione anche sulla vita quotidiana.

Con la pratica quotidiana di isolamento e autoosservazione l’intero Uomo diviene più tranquillo, acquista maggiore sicurezza in tutte le sue azioni, non si lascia più turbare da un qualunque piccolo incidente o da tutte le sciocchezze che prima gli procuravano irritazione o ansia.

Diviene sempre più capace di guidare se stesso e meno soggetto a farsi trascinare dalle circostanze e dalle influenze esteriori.

Ben presto il praticante è in grado di valutare da sé quanta sorgente di forza e sapienza spirituale siano quei brevi momenti di isolamento e autoosservazione.

Questo esercizio è evidentemente connesso con lo sviluppo dell’anima cosciente, perché sviluppa una consapevolezza oggettiva su sé stessi: una reale forma di autoconoscenza.

Tuttavia Steiner non sembra dare a questa particolare valore, quanto piuttosto al trovare in sé una risorsa, una forza che ci permette di restare calmi davanti alla nostra immagine, valutandola con serenità e tranquillità.

Ora, considerando che secondo me l’uomo realizza nella vita ciò che immagina, realizzare la calma interiore davanti a immagini che rappresentano situazioni che normalmente ci turbano ci porterà senz’altro a realizzarla: quando vivremo le situazioni immaginate, saremo calmi e sereni.

Credo che bisogna fare molta attenzione con questo esercizio: nel caso in cui non riusciamo a trovare in noi questa forza, possiamo essere posti davanti a questioni che non siamo ancora capaci di affrontare con la dovuta calma e, osservandole in modo irrequieto, realizzare situazioni in modo problematico. La mia opinione è che è bene imparare prima a trovare in noi una forza, una risorsa di calma interiore, e solo poi affrontare certe immagini con il suo aiuto. Non c’è niente di peggiore, di più logorante, che rimuginare su sé stessi in modo irrequieto.

Concludo dicendo che questa facoltà si riconnette ad un alto ideale, che consiste nell’essere noi a determinare l’effetto particolare che il mondo esterne può avere su di noi, riuscendo finalmente a non essere più in balìa degli eventi, guidandoci nella vita con sicurezza.

Grazie Dottor Steiner, con affetto e stima

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5 thoughts on “La Calma Interiore

  1. Permettimi una considerazione: tu dici di occuparti di iniziazione e temi inizatici, ma ammetti di essere omosessuale. non credi ci sia incompatibilità tra le due cose? il percorso iniziatico parte da uno stato personale quanto meno privo di squilibri energetici (di energia sessuale) o orientamenti sessuali devianti. questa ovviamente non è l’unica condizione, ma comunque è importante, almeno che non si sia in presenza di individui e condizioni particolarissime.
    In primo luogo tale comportamento sessuale comporta un karma negativo, per l’uso improprio degli organi sessuali. in secondo luogo è segno di tendenze ed energie che funzionano in modo inappropriato e di uno sviluppo anomalo dell’ identità sessuale
    (che per Steiner si colloca nel secondo settennio di vita). tutte le correnti iniziatiche e tutti i Maestri, dunque non i filosofi come Platone, ma i veri Grandi Iniziati, come Plotino, su questo punto sono in totale accordo. se vuoi una conferma prova a chiedere una iniziazione ad un vero Maestro qualificato o ad un centro iniziatico autentico e autorizzato, e vedrai se parlo a ragion veduta.
    Spero di non aver offeso nessuno, si tratta solo di considerazioni ‘tecniche’

    • Italo, sarò franco: cosa vuoi da me?

      Nel mio percorso spirituale, nel mio cammino, io sono totalmente solo. Non c’è nessun maestro a dirmi “questo è giusto” o “questo è sbagliato” né ammetterei mai come tale una persona che ha la pretesa di farlo: io sono il portatore della mia moralità e faccio tutto ciò che considero buono e giusto. Solo questo da per me dignità all’uomo, dignità a me stesso davanti ai miei stessi occhi.

      Da quanto dici sembra quasi che io debba riconoscere che la tua opinione è quella vera, che la tua via è quella giusta: che tu sei nel giusto. E per rafforzare le tue convinzioni invochi a gran voce i maestri dell’ “Unica Vera Tradizione” in tuo soccorso, per proteggerti all’ombra delle loro ali mentre elenchi comodamente le tue astratte considerazioni.

      Posizione sicura che ti evita di dover decidere da solo, senza il riconoscimento di nessun altro che te stesso, ciò che è bene da ciò che è male. Perché doverlo fare non solo ti getterebbe nella solitudine, ma non ti risparmierebbe neppure il dolore e la fatica che derivano dal dover sopportare la pesantezza del dubbio.

      Speri di non avere offeso nessuno, vieni a dirmi?

      Per favore. Prima elenchi, forte delle tue credenze metafisiche, una serie di crudeltà che spacci per oggettive (sarebbe interessante conoscere i tuoi strumenti di verifica) e poi mi esorti a cercare conferma e “chiedere un iniziazione” in un “centro iniziatico autentico e autorizzato”. Quasi come andare al ristorante o ordinare una pizza: che cosa degradante.

      Si tratta solo di “considerazioni tecniche”?

      Le considerazioni tecniche le vai a fare sulle automobili o sui computer, non su di me. Io sono vivo, ed è della mia vita che stai parlando. Ma al posto di chiedere della mia vita, della mia biografia, hai preferito fare sulla mia intimità delle considerazioni tecniche.

      Sei un violento, e per giunta senza neppure sospettarlo:
      https://tempodellarte.wordpress.com/2009/05/01/verita-e-inganno/

  2. a volte si potrebbe anche essere ‘violenti’, ma se si tratta di violenza vajra, cioè illuminata (cosa che non pretendo certo di possesere), ma si tratterebbe di una azione efficace, abile e necessariamente ispirata da Karuna. in quel caso si tratterebbe di un esercizio di compassione, seppure lontano dai mezzi usuali e convenzionali.

    Nel percorso iniziatico la violenza è essenziale, violenza ovviamente sulla parte inferiore dell’ego, che non si sottomette ai voleri del Sè superiore. certo è bello pensare che si possa fare ciò che si vuole, o essere norma a sè stessi. Però questo se lo può permettere un grande Realizzato, non uno che muove i primi passi. Ma forse tu sei già un Adepto e allora mi sbaglio, puoi agire come detti a te stesso.

    Invece chi, come me, ancora è indietro sul piano dell’evoluzione, deve sapere obbedire. il che non significa mettersi sotto le ali della tradizione per paura. è disciplina, semmai.

    oltretutto lo Steiner dal quale prendi ispirazione, concorda con me sulla valutazione di quel determianto orientamento sessuale.

    le considerazioni ‘tecniche’ non sono qualcosa di inferiore o inappropriato. Avevo letto il tuo blog e mi sono interessato, mi sono permesso di fare delle considerazioni sulla scorta della mia conoscenza, che forse sarà incompleta.
    Tuttavia, non sottovalutare l’importanza di una disciplina, di un maestro e di una connessione ad un centro iniziatico legittimo o ad una catena di trasmissione autentica.
    Il discorso dell’autoiniziazione ha un altro significato… Oltretutto Steiner era un Rosacroce e un Massone (Rito di Memphis-Mizraim), quindi la sua appartenenza ad un Ordine magico-iniziatico e ad una catena di trasmissione è un fatto da non sottovalutare, come fanno molti antroposofi correnti.
    Chi si muove dicendo di essere norma a se stesso, si assume un grave rischio, spero tu te lo possa permettere.

    Ricevere una iniziazione, non è una cosa da ristorante: è una scelta importante e la ricevi se la meriti, non se la ordini. tuttavia è una connessione indispensabile (salvo casi eccezionali) per poter effettuare un determinato percorso.
    Si tratta peraltro di ricevere una protezione da certi pericoli che queste pratiche comportano.

    Comunque avere l’umiltà di chiedere lumi- anche se non una iniziazione- ad un maestro spirituale, o a più di uno, è sicuramente consigliabile, anche se pensi di seguire un percorso ‘in solitario’…
    Altrimenti si richia di cadere veramente nel dogmatismo (che tu invece sembri attribuire a me).si tratta in questo caso del dogmatismo dell’ego che vuole essere autocefalo. ma attenzione: non si può confondere il proprio ego limitato con L’Io (jivatma) o peggio ancora con il Sè superiore (Paramatma). se uno ha realizzato quegli stati è un liberato in vita, e sia lode a lui, ma altrimenti deve, se necessario, bastonare il proprio ego, altro che ergersi ad arbitro unico della propria moralità.

    Sul Tempio di Shaolin c’era scritto:” prima di diventare tigre, bisogna imparare ad essere pecora”

  3. Non mi sembra una posizione molto argomentata…

    certo mi atterrò al tuo consiglio di non interferire, ma permettimi delle ultime osservazioni.

    Tu dici di essere norma a te stesso e di dover rispondere solo a te. Bene, ma tieni presente che ci sono altre classi di esseri, enti, forze, principi cosmici che intragiscono con il tuo mondo, e potrebbero non avere la tua stessa visione. queste forze non agiscono secondo i gusti o il sentire dei singoli, agiscono oggettivamente per effetto del loro ruolo nell’Ordine cosmico. Se non si è in uno stato di purità assolutà queste forze possono sputare gli incauti fuori della loro bocca.

    chi vuole seguire la via iniziatica deve, se necessario, sacrificare il proprio ego, i propri vincoli e le proprie tendenze terrene/terrestri. queste devono morire. L’iniziato è morto al mondo.
    ciò non per sadismo, nè per moralismo… non è che Gesù piange, non siamo bambini.
    Tutto ciò ha un valore tecnico, serve come nel mondo della scienza: ci sono leggi e forze che agiscono oggettivamente, se vuoi ottenere determinati effetti devi seguire determinati comportamenti.

    è duro parlare di auto-violenza, ma infatti la via dell’iniziazione non è per tutti. Non l’ha mica ordinata il medico.
    Una volta questi insegnamenti erano segreti, anche per questo motivo.

    I rischi ci sono, la via richiede disciplina assoluta e sacrificio di sè…anche sul piano morale, il piano dell’azione karmica.

    Lo so, sembra crudele: ma è l’Opera al Nero, la prima parte dell’Opera, ed è fatica di Ercole. gli stadi successivi sono lavoretto da donne e gioco da fanciulli. Proprio perchè sembra crudele, la via dell’iniziazione richiede determinazione assoluta: è la via dei Vira, degli eroi. eppure, anche questa crudeltà è dettata dalla compassione, ma non tutti se ne possono avvedere.
    Vuoi una idea di cosa sia la disciplina iniziatica? leggi Evola, “lo Yoga della Potenza”, cap. 7. si intitola
    “la Vergine.La distruzione dei vincoli”. vedi cos’è il lavoro iniziatico serio.
    La via steineriana è buona perchè è una via del Pensiero, non dell’Energia, quindi presenta meno pericoli, almeno all’inizio. Ma i rischi, se si comincia a lavorare sul serio, ci sono anche qui; e sono quelli che ho spiegato prima. Insomma c’è il Guardiano della Soglia..mai sentito?

    Forse è il caso di fare altro. Fare alpinismo, paracadutismo, speleologia, arti marziali, farsi male e misurarsi col pericolo e con gli elementi (lo dice anche Eliphas Levi). Solo a questo punto, ove sia presente una precisa qualificazione, e si sia raggiunta una naturale dignificazione, si può pensare di calcare la via degli antichi misteri, anche se ri-formulati in termini di moderna Scienza dello Spirito.

    So di non essere simpatico, me ne vado e saluto tutti. Spero che quello che ho detto sia utile a qualcuno.

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