Aion

Ho scoperto che Gravatar sta per globally recognized avatar, e per chi non lo avesse ancora capito è l’immagine che identifica il mio nickname (Aion) che potete vedere qui a fianco.

Una volta ho ricevuto un commento in cui un gentile visitatore mi chiedeva di specificare qualche informazione sul mio conto, perché è sempre bello riuscire a farsi anche una piccola idea su chi scrive.

Per questa ragione ho (finalmente) deciso di aggiungere qui a fianco una piccola colonna con due righe sul mio conto: niente di eccezionale, ma è pur sempre qualcosa.

Per quanto riguarda il mio nickname, l’ho scelto per diverse ragioni. Per prima cosa è un nome che ha un suono che mi piace; in secondo luogo ha un duplice significato.

Aion è il nome greco del tempo dell’arte che al contrario di Chronos, il tempo come viene comunemente inteso, è l’istante in cui passato, presente e futuro coincidono: l’attimo dell’intuizione artistica, della comprensione di una realtà più alta. Da cui il nome del mio blog: il Tempo dell’Arte.

balrogMa Aion è anche uno dei nomi del diavolo. Ne sono venuto a conoscenza solo dopo averlo usato, ma ammetto che scoprirlo mi ha fatto piacere, perché sembra rispecchiare una mia condizione esistenziale.

Tra molti esoteristi, spiritualisti e tradizionalisti (nonché tra i bigotti) gli omosessuali sono ancora considerati come degli esseri immorali, malati, deviati e perversi. Ebbene sarò ben felice di portare il nome del diavolo per loro, così potranno splendere e innalzarsi dal loro denigrare e abbassare il prossimo, sentendosi puri e nella giustizia assoluta.

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14 thoughts on “Aion

  1. Buongiorno, spiego anzitutto che mi occupo da parecchi anni ormai di esoterismo, e ogni tanto getto un occhio, più per curiosità, ai tanti siti e blog attinenti a questa disciplina.

    Ho letto questa tua presentazione. Vorrei precisare che Aion non è il nome del diavolo (e poi secondo quale tradizione, mi verrebbe da chiedere?); l’Aion (che dal greco si può tradurre approssimativamente come “il vivente”), traslitterato in italiano come Eone, ha il significato di emanazione divina, specie nei sistemi gnostici, i quali peraltro sono quasi gli unici a usare questo termine. queste Emanazioni sono, per essere compresi al meglio, rapportabili alle sephiroth della kabbala. nel linguaggio profano,il termine si può usare anche nel senso di “durata”, e in questo caso sta ad indicare sconfinati periodi o cicli cosmico-planetari, fatto non privo di relazioni con la prima accezione del termine. Come è noto, infatti, ognuno di questi cicli temporali è retto da una Potenza, Arcangelo Governatore, un Eone appunto.

    In senso derivato, si può intendere che nei sistemi gnostici, fra le ultime emanzaioni eoniche, si collocano delle realtà che hanno agito separativamente, e queste prendono il nome di Arconti, ma ciò riguarda solo l’ultimo piano di emanazione eonica!
    Dunque gli Eoni in generale non sono da confondere con gli Arconti maligni, i quali poi, peraltro, non sono identificabili con il diavolo della teologia cattolica. A questo riguardo ti segnalo il blog di Mike Plato, che spiega molto bene il senso ultimo della Gnosi, anche se con i suoi toni personali molto particolari.

    Invece vorrei chidere: come mai consideri molti esoteristi e spiritualisti dei bigotti, e sapresti indicarne alcuni?
    Come spieghi che gli omosessuali sono considerati in questo modo? cioè qual’è, a tuo avviso, il motivo di questo giudizio da parte della visione iniziatica del mondo?

    • Aion è uno dei tanti nomi del diavolo, che si trova (da quanto ho casualmente scoperto) nella tradizione giudaica.

      Sì, considero molti esoteristi e spiritualisti dei bigotti.

      Per me un bigotto è una persona che sostiene con forte convinzione delle norme etiche e morali universali, valide cioè per ogni uomo, fondate su un pensiero non conforme alla realtà.

      Il fatto che l’esoterismo postuli l’esistenza di realtà superiori porta molte persone a credere, senza spirito critico, a qualsiasi pensiero rivestito di una seppur minima forma di autorevolezza (la così detta “Tradizione”).

      Il passo verso la cieca credenza nei suoi confronti è breve: la Tradizione diventa l’unica vera salvifica autorità morale.

      Che poi ci sia un rimando “al/alle Tradizione/i” piuttosto che “a/agli Dio/Dei” o “al/ai Maestro/i” è una differenza marginale: nell’essenza è la stessa cosa; una delega del senso di responsabilità delle nostre scelte e della propria libertà di pensiero nei confronti di qualcun altro (in carne ed ossa o nella nostra immaginazione).

      Un esoterista o spiritualista privo di questa consapevolezza non può che essere, in un certo grado, fanatico e quindi violento. La violenza di cui si rende veicolo è, da quanto ho potuto vedere, principalmente psicologica.

      Accolgo la tua provocazione riguardo all’indicare “qualche esoterista in particolare” di questo tipo, e ti indico un post in cui ho uno spiacevole scambio di battute con lui (vedi i commenti).

      https://tempodellarte.wordpress.com/2009/09/05/la-calma-interiore/

      Come spieghi che gli omosessuali sono considerati in questo modo? cioè qual’è, a tuo avviso, il motivo di questo giudizio da parte della visione iniziatica del mondo?

      Per prima cosa ritengo completamente assurda un’indicazione morale o etica totalmente decontestualizzata.

      Nell’ipotesi che esistano dei maestri che aiutano e guidano l’umanità credo sia fondamentale contestualizzare il periodo storico e le condizioni umane in cui sono stati impartiti questi insegnamenti. Universalizzarli non ha secondo me senso.

      Riguardo all’omosessualità c’è un aspetto fondamentale da considerare se si vuole comprenderne la metamorfosi durante il corso della storia.

      L’orientamento sessuale è da circa 200 anni considerato facente totalmente parte dell’identità biologica di una persona; una volta no, perché questo concetto non esisteva (o se si preferisce non era ancora incarnato).

      Una volta c’erano i sodomiti: persone che compivano delle azioni ritenute immorali, come rubare. La condanna era rivolta alla sodomia come azione, non sarebbe mai passato per la testa a qualcuno di considerare un sodomita come un uomo in sé e per sé perverso. Come un ladro è un uomo che ruba, e rubare è sbagliato, il sodomita era un uomo che praticava la sodomia, ed era quella ad essere considerata sbagliata.

      Una volta si poteva fare questo discorso. Ora non più.

      Da quando si è incarnato nella storia il concetto di sessualità, per mezzo della scienza e della medicina, si mentirebbe a sé stessi dicendo di non essere omosessuali.

      L’aderire della propria identità con qualcosa che per un millennio è stato considerato un’azione malvagia diventa un “essere malvagi o perversi”. Da cui proviene gran parte del dolore dei gay.

      Per questo oggi si raggiunge l’apice dell’ipocrisia dicendo: io non condanno i gay, ma gli atti omosessuali. Un po’ come dire: io non condanno i tedeschi, condanno la Germania, la lingua, la cultura e la mentalità tedesca.

  2. Va bene.Usi un linguaggio steineriano, il concetto non si era ancora “incarnato”(??!)

    Però il pensiero che esprimi mi sembra più strutturalista: l’idea che la sessualità come concetto sia nato due secoli fa è di Michel Foucault, in Storia della Sessualità, che conosco molto bene e su cui scrissi delle recensioni, anni addietro, su alcune riviste di settore- faccio questo nella vita profana…

    Direi che la visione strutturalista in genere, e quella di Foucault sul sesso, non si possano sostenere tanto spensieratamente, come fa spesso certa cultura accademica( ma su questo non mi dilungo…..)

    L’idea che attribuisce priorità all’essere (essenzialismo) o quella che si limita a parlare solo di atti sono due visioni estreme. la visione conforme a realtà, suggerisce come elemento portante l’intermadio delle tendenze( sono esse ad essere gli oggetti della qualificazione, più che le persone o i semplici atti).

    Sono le tendenze, più che le persone o gli atti in sè, l’elemento su cui concentrarsi e che elimina ogni concettualizzazione sciocca alla Foucault. Le tendenze infatti sono sempre esistite, e la conoscenza di esse idem – le psicologie tradizionali ne hanno parlato più o meno profusamente; queste predisposizioni sono una delle “forze-chiave” considerate dalla psicologia esoterica (e anche da quella profana, sia pure con enormi differenze).

    Le predisposizioni o tendenze sono sub-personali e preesistono agli individui, li trascendono in un certo senso. Non sono gli individui a nutrire o possedere determinate tendenze, sono piuttosto le tendenze a possedere gli individui ( tanto siamo passivi e non liberi rispetto al nostro bagaglio di predisposizioni che ci siamo trovati al momento della nascita). Queste tendenze sono anzitutto dei retaggi karmici, dovuti alle tante eredità che conflusicono per vie diverse e concorrono alla nascita dell’individuo…Sono da ricondurre a stati prenatali e addirittura preconcezionali, in cui il corpo causale, la matrice della scintilla divina, secondo modalità non sempre comprensibili da un punto di vista umano – comunque sempre in misura del grado di ricordo della sua natura divina, o se si vuole di auto-consapevolezza- stringe un oscuro patto con forze di altri piani, esse stesse veicolo di determinate eredità karmiche, per incarnarsi nel mondo delle forme. Queste forze sono ciò che condizionerà il complesso di istinti, impulsi, desideri, che si manifesterà poi nella parte inferiore, sub-cosciente, di ciò che nascerà come individuo.

    Tuttavia queste tendenze, belle e non belle, gloriose o tenebrose, non costituiscono la base della propria identità- (non si può, nè si deve, identificarsi ad esse). In primo luogo perchè, come detto, si è passivi e non attivi di fronte ad esse, semmai sono esse a possedere noi: comunque non puoi dire “tuo” a nulla che non sia in tuo totale potere. Già il fatto che la loro radice sia nel subcosciente, la dice lunga su quanto esse appartengono al nostro io cosciente! (ciò non significa che non abbiano le loro funzioni, a volte molto utili, ma bisogna chiedersi a chi o a cosa giovino i nostri desideri karmici….
    fra le pulsioni e i sentimanti umani che sono particolarmente pericolosi nel lavoro esoterico vi è lo smodato desiderio sessuale, l’amore eccessivo per il falso ego, il falso amore per l’umanità, la propensione squlibrata per la riflessione razionale e lo spirito critico, la mancanza di fede/fiducia, l’orgoglio. )

    In secondo luogo tendenze e istinti non intaccano minimante la sfera trascendente della Personalità. Proprio perchè appartengono al mondo delle forme, sono cangianti, sono soggette alla legge dell’evoluzione, possono, regredire, spegnersi, traslocare, riaccendersi, sublimarsi (virtù propria del Mercurio dei Saggi) ma possono anche rafforzarsi e peggiorare, cosa che avviene quasi sempre nell’uomo comune…
    Questa possibilità è però l’unico grado di libertà che ha l’uomo e su cui si basa il suo destino escatologico secondo l’esoterismo. Proprio perchè sono sorte da cause condizionate, le tendenze posso essere estinte, annullate, posso essere modificate. L’oscuro patto può essere risolto, e su questo si basa la realizzazione degli stati superiori, sul superamento delle condizionalità imposte a noi dal corpo e dalla nascità. Se ciò non fosse, nulla di ciò che appare ora potrebbe esse modificato, e allora sarebbe vano l’impegno in campo iniziatico.

    Pertanto la mia domanda resta inelusa: ti chiedevo perchè molti maestri ( e mi riferisco ai capi-scuola delle maggiori correnti iniziatiche contemporanee) nei loro insegnamenti sia scritti che soprattutto orali, hanno indicato come non positivi determiati orientamenti sessuali? Da cosa nasce l’idea che determinati impulsi ( tendenze) sarebbero da scoraggiare?

    Pertanto la mia domanda resta inelusa

    • Sono le tendenze, più che le persone o gli atti in sè, l’elemento su cui concentrarsi e che elimina ogni concettualizzazione sciocca alla Foucault.

      Non considero queste concettualizzazioni sciocche perché mettono in luce il rapporto (che cambia nel tempo) che esiste tra le persone e queste tendenze. Ed è in questo rapporto che l’idea di karma può secondo me assumere un senso.

      Le tendenze infatti sono sempre esistite, e la conoscenza di esse idem […] Le predisposizioni o tendenze sono sub-personali e preesistono agli individui, li trascendono in un certo senso.

      Sebbene la tendenza sia sempre la stessa, calata in contesti diversi assume un significato diverso. La tendenza fa parte delle forme.

      Un bastone di legno a cui viene applicata in cima una spazzola è un manico.
      Un bastone di legno che viene piantato accanto a una piantina di pomodoro è un sostegno.

      Certo il bastone è sempre lo stesso, ma se voglio comprenderne il significato non devo guardare al bastone, ma a quello che ci sta attorno e al rapporto che ha con le cose.

      Questo per me è un reale elevarsi all’idea.

      Tuttavia queste tendenze, belle e non belle, gloriose o tenebrose, non costituiscono la base della propria identità- (non si può, nè si deve, identificarsi ad esse) […] Già il fatto che la loro radice sia nel subcosciente, la dice lunga su quanto esse appartengono al nostro io cosciente!

      Non confondere l’io cosciente con l’identità.

      In quanto io cosciente, io sono un nulla: non posso che identificarmi con me stesso. Tutto il resto è un fuori che è altro rispetto a me: compreso il mio corpo e le sue tendenze.

      Ma è attraverso il mio corpo che io sono nel mondo. E nel mondo è corretto dire: io sono un maschio, io sono un ingegnere, io sono un omosessuale, ecc.

      Se stai nel mondo e ti dici “io non sono un maschio, io non sono un ingegnere, io non sono un omosessuale” quando in realtà lo sei, sei nella menzogna.

      Non puoi vivere in questo mondo se non hai un’identità. Un’identità la puoi avere solo identificandoti momentaneamente con queste tendenze.

      In secondo luogo tendenze e istinti non intaccano minimante la sfera trascendente della Personalità. Proprio perchè appartengono al mondo delle forme, sono cangianti, sono soggette alla legge dell’evoluzione[…]

      Non ho capito la tua opinione.

      Prima parli delle tendenze come sub-personali, preesistenti agli individui e che, in un certo senso, li trascendono.

      Poi parli delle tendenze come qualcosa di effimero che appartiene al mondo delle forme.

      Io sostengo la seconda, e tu?

      Parlando di legge dell’evoluzione di una tendenza, ti provoco con due domande.

      Ritieni che sia più evoluta: una tendenza omosessuale che si manifesta nel mondo per mezzo di persone che si nascondono, vivendo la propria sessualità in modo disumano, incontrandosi nei sottoboschi per non farsi riconoscere, e copulando con il primo che capita al buio; oppure una tendenza omosessuale che permette a un individuo di percorrere gran parte delle tappe a cui di solito la sessualità conduce, come l’affettività, la complicità, la convivenza, l’ammirazione, la stima e infine l’amore per un’altra persona?

      In che modo ritieni che la repressione degli istinti omosessuali e l’indicare come sbagliata una tendenza che, nel mondo, costituisce l’identità di un individuo possa contribuire realisticamente alla sua evoluzione?

      Pertanto la mia domanda resta inelusa: ti chiedevo perchè molti maestri ( e mi riferisco ai capi-scuola delle maggiori correnti iniziatiche contemporanee) nei loro insegnamenti sia scritti che soprattutto orali, hanno indicato come non positivi determiati orientamenti sessuali? Da cosa nasce l’idea che determinati impulsi ( tendenze) sarebbero da scoraggiare?

      Non ho risposto perché la tua non è una domanda, è una provocazione che non ho accolto.

      Sarebbe stata una domanda se mi avessi chiesto: consideri la persona X un maestro? Se sì, per quale motivo? Ritieni che sia opportuno per la tua vita seguire i consigli che da in ambito sessuale?

      Oppure, molto più umanamente: tu che sei omosessuale, hai riscontrato personalmente degli svantaggi nel tuo lavoro interiore derivanti dalla tua sessualità?

      Ma hai voluto fare altro.

      Hai cercato, con “domande” del tutto retoriche e apparentemente innocue, scaricarmi addosso il peso dell’autorità della tradizione esoterica (come se non ne avessimo già a sufficienza, di pesi). Autorità alla quale, al contrario di me, sarai interiormente sicuramente sottomesso.

      Io non riconosco come maestro nessun uomo che ha la pretesa di dirmi come vivere la mia vita e la mia intimità. Ma accolgo con stima e gratitudine ogni consiglio che posso riconoscere come qualcosa che possa contribuire ad evolvermi.

      Per questo ti rispondo allo stesso modo con una provocazione: l’opinione dei tuoi santoni, non mi interessa perché non ha niente a che fare con la mia vita.

  3. “In secondo luogo tendenze e istinti non intaccano minimante la sfera trascendente della Personalità. Proprio perchè appartengono al mondo delle forme, sono cangianti, sono soggette alla legge dell’evoluzione[…]

    Non ho capito la tua opinione.

    Prima parli delle tendenze come sub-personali, preesistenti agli individui e che, in un certo senso, li trascendono

    Poi parli delle tendenze come qualcosa di effimero che appartiene al mondo delle forme.

    Io sostengo la seconda, e tu?”.

    …..

    Guarda, su questo forse hai lei idee poco chiare su diversi punti della metafisica tradizionale: cosa in fondo comprensibile, dato che la ritieni pura e semplice erudizione…
    in ogni caso si tratta di dottrine la cui conoscenza va approfondita (per poi approdare semmai ad una propria sintesi personale).
    Ti spiego: 1) le tendenze preesistono all’individuo poichè sono il riflesso sul piano formale (o individuale) di forze cosmiche che preesitono e sopravvivono al singolo individuo. (per inciso queste “forze” possono talora avere le caratteristiche di esseri sui generis, classi di entità che possiedono una differente modalità di esistenza rispetto a noi ).
    2) Queste tendenze archetipali possono imprimersi in quella concrezione di parti, difformi, persino contrarie a volte, quel “nodo” che è il singolo uomo. Ma ciò che appartiene alla fiumana delle forme è soggetto alla legge del divenire; ciò vale anche per gli impulsi e i desideri, che si modificano nella loro modalità di espressione nel singolo individuo, poichè il rapporto dell’individuo con quei poteri che generano i desideri può essere modifcato. Infatti, e questo l’ho già detto: attraverso la disciplina, il rapporto tra il principio solare cosciente (e poi super-cosciente) e le parti può modificarsi (altrimenti non ha senso il lavoro iniziatico). In questo senso i poteri che determinano quelle tendenze si superano: da dominanti divengono dominati, il toro di Mithra è sottomesso. Si tratta “solo” di invertire la risultante delle disposizioni che ci vedono dipendenti e soggetti ai poteri astrali, planetari e zodiacali del cerchio dell’ Eimarmene, la necessità alla quale siamo soggetti. Quei poteri possono continuare a restare reali, bensì cambia il nostro rapporto rispetto ad essi: nel Realizzato, essi diventano parti integrate di un tutto, che obbedisce totalmente. Dice Osiride nel Libro del Duat: ” Io sono venuto a vendicarmi delle mie membra che sono insorte contro di me”. Il processo iniziatico è infatti una osirificazione.
    3) Inoltre e lo dico perchè forse non ti è chiaro ( ma spero di aver visto male ): Personalità e individuo sono due cose distinte: altra cosa è l’individuo (la persona), altra cosa è la Personalità, che appartiene al piano del non-più formale ( sanscr. arupa loka). la Personalità è super-individuale, la distinzione tra individui essendo superata in questo stato dell’Essere.
    Nel caso dell’essere umano ordinario di oggi non si potrebbe propriamente parlare nemmeno di individualità (si ha al massimo un “io collettivo” per dirla antroposoficamente). Poichè individuo è ciò che è indivisibile, l’essere umano comune non possiede nemmeno una vera individualità: la sua individualità è del tutto contingente, come la sua identità è relativa…si tratta di un semplice aggregato – questo vale per l’essere ordinario, che non ha preso coscienza della sua relazione con lo Spirito, il Sè. Solo chi ha reso in atto questa relazione con il Sè superiore è davvero un individuo, un ente e non un semplice riflesso. Allora egli ha realizzato già la prima tappa dell’Opera. Solo lui è destinato a sopravvivere coscientemente: ha realizzato pienamente lo stato di Anima. Qui siamo però ancora sul piano individuale.
    Oltre ciò si ha il piano dell’Universale (contrapposto all’individuale) cioè lo stato del puro Essere, il Sè, la Personalità. Qui c’è solo pura essenza, non condizionata alla manifestazione formale.

    La persona (l’individuo in senso comune) è la maschera con cui ci si muove nel mondo delle forme. L’iniziato in questo mondo è un esule, sebbene deve realizzarvi una missione. Si deve vivere in questo mondo ma non si può appartenervi. Finchè si appartiene al mondo si è soggetti al Principe di Questo Mondo: dato che non si possono servire due padroni, il lavoro dell’iniziato/iniziando arriverà ad un punto oltre il quale non sarà possibile andare.

    Personalemte, non mi offendo se mi ritieni sottomesso all’autorità, anche perchè, non conoscendomi, non so se tu intenda per sottomissione quello che intendo io.

    Sull’omosessualità penso che non sia una possibile variante normale del sesso, come gli occhi azzurri o gli occhi nocciola possono essere due espressioni di isoforme diverse dello stesso gene. Piuttosto credo che sia uno sviluppo incompleto di certe tappe della sessuazione ( e tuttavia non sempre e non solo questo, poichè la complessità dell’essere umano vanifica le restrizioni eccessive). Parlo di sviluppo perchè l’acquisizione della virilità è un fatto emergente ( conferma di ciò si può avere considerando i dati dell’ontogenesi: il cervello embrionale è femmineo, specie dal punto di vista endocrino, poi si differenzia, eventualmente, in maschile; questa considerazione è va estesa analogicamente, poichè è ovvio, non è solo di un fatto biologico che si sta parlando ). In ogni caso parlerei di una fase dello sviluppo del carattere sessuale e dell’identità che ad un certo punto, per via di eventuali interferenze, ha subito un rallentamento o si è fermato ad uno stadio incompleto, ovviamente “nihil est sine ratione” : ha delle cause, pur nella sua apparente difformità. è pur sempre il risultato di quel “contratto sociale” fra enti diversi che siano noi individui. ( Peraltro, individui solo impropriamente, come detto ). Poichè siamo risultanti di impulsi diversi, e forse a volte anche contrastanti, e in più abbiamo un debito karmico, determinate forze ostacolano, rallentando o squlibrando, un processo di crescita, che tuttavia può comunque procedere. Pertanto io non amo le criminalizzazioni e gli auto da fè inquisitoriali ( infatti per sensibilità non riporto come apostrofa l’omessualità proprio il Dottor Steiner..)

    La mia opinione è che l’ideologia di normalizzazione dell’omosessualità sia sbagliata. Tuttavia è una tappa attraverso cui alcuni devono passare, quindi hai ragione se dici che viverla nel modo più dignitoso è la cosa migliore, rispetto alla brutalità del sesso clandestino nei parchi. Però anche il primo modo comporta dei rischi che vanno assunti consapevolmente: volendo riconoscere a pieno questa tendenza, normalizzandola, si può indulgere troppo verso di essa, confermando, cristallizzando ulteriormente quella che nella migliore delle ipotesi può essere una tappa (temporanea) nel processo evolutivo, che però diventa allora una tendenza rallentante, che non si vuole superare.

    Ripeto, sul modo di viverla, senza ipocrisie paure o isterismi hai ragione tu, tuttavia permettimi di fare una distinzione: quello che tu dici è valido, sia pure con rischi vari, per l’uomo comune.
    Per chi si approccia ad una disciplina iniziatica vale tutt’altro genere di considerazioni. E se vuoi te ne posso rendere conto, o almeno provare ad elucidarne il perchè, se hai la virtù dell’ascolto e dell’apertura mentale, che paradossalmente proprio molti gay militanti sembrano non possedere, tappando istericamente le orecchie. Ma sono sicuro che questo non sia il tuo caso, anche perchè non farebbe onore alle qualità intellettuali.

    Premetto che non voglio essere provocatorio ( o comunque tranquillizzati, lo sono spesso, metodologicamente, con tutti ).

    Se non ti ho chiesto della tua esperienza personale, dei possibili ostacoli dell’essere gay, è perchè non mi sono permesso, lo ritengo un fatto personale ed intimo; sarebbe più utile per te parlarne con il tuo/i maestro/i, oppure data la tua allergia al concetto, con quelle persone qualificate, più progredite di te, di cui ti fidi e con cui hai un rapporto particolare (che è poi però la definizione di Maestro…). Piuttosto, ripeto, non hai ancora risposto ad una domanda… chi sono questi santoni della “tradizione” (con la quale sembri avere un conflitto non risolto, chissà che ti fatto poi !?) che non hanno nulla a che vedere con la tua vita? Visto che dimostri un certo interesse per queste discipline mi chiedo a chi fai riferimento parlando, in tono spregiativo, di santoni? Cioè nomi e cognomi e possibilmente indicando i limiti del loro insegnamento…può darsi che su certi punti tu non abbia tutti i torti, o potrei considerare degli aspetti sotto un ottica diversa. Sono sicuro che possa derivarne un confronto interessante.

    La mia provocazione, semmai, vedila come positiva; per un contributo alla riflessione. Non c’è in me nessuna malafede: starei forse a perdere il mio tempo se non ti ritenessi un interlocutore valido e degno di attenzione?

    • Guarda, su questo forse hai lei idee poco chiare su diversi punti della metafisica tradizionale: cosa in fondo comprensibile, dato che la ritieni pura e semplice erudizione… in ogni caso si tratta di dottrine la cui conoscenza va approfondita (per poi approdare semmai ad una propria sintesi personale).

      E’ stata utilizzata la stessa parola per esprimere due concetti diversi, così ho chiesto un chiarimento.

      Ti spiego: 1) le tendenze preesistono all’individuo poichè sono il riflesso sul piano formale (o individuale) di forze cosmiche che preesitono e sopravvivono al singolo individuo.

      […]
      2) Queste tendenze archetipali possono imprimersi in quella concrezione di parti, difformi, persino contrarie a volte, quel “nodo” che è il singolo uomo.

      Quindi secondo questa visione del mondo non sopravvivono le tendenze-riflesso bensì le tendenze-archetipo. Le prime non sono che l’ “impressione” di queste ultime nel singolo uomo.

      Questa distinzione andava fatta.

      Tuttavia, contrariamente a quanto dici, secondo questa visione del mondo non dovrebbe esserci nessuna differenza tra omosessualità e eterosessualità.

      In entrambi i casi infatti abbiamo l’attrazione sessuale in quanto tendenza-riflesso di una tendenza-archetipo originaria: l’attrazione sessuale.

      Sempre di attrazione sessuale si tratta: solo l’oggetto (formale) dell’attrazione è diverso.

      A questo punto, per uscire dalla contraddizione (non avremo mica lo stesso archetipo?), non resta che attribuire due tendenze-archetipo diverse: una per la tendenza-riflesso omosessuale e una per quella eterosessuale.

      Il risultato è uno svilimento del concetto di archetipo, che si riduce piuttosto a quello di stampino, o più aulicamente: la matrice spirituale perfetta delle copie imperfette del mondo fisico.

      3) Inoltre e lo dico perchè forse non ti è chiaro ( ma spero di aver visto male ): Personalità e individuo sono due cose distinte: altra cosa è l’individuo (la persona), altra cosa è la Personalità, che appartiene al piano del non-più formale ( sanscr. arupa loka). la Personalità è super-individuale, la distinzione tra individui essendo superata in questo stato dell’Essere.

      Credo tu abbia visto male, perché non mi riferivo minimamente a quello che tu chiami Personalità parlando dell’io cosciente. Forse è già più vicino a quello che tu chiami il Sè.

      Roberto Assagioli, nel suo esercizio di disidentificazione e autoidentificazione, spiega molto bene quello che io intendo per io cosciente (che è un nulla).

      Infine personalmente considero la perdita dell’individualità come un retrocedere piuttosto che come un avanzare.

      Pertanto io non amo le criminalizzazioni e gli auto da fè inquisitoriali ( infatti per sensibilità non riporto come apostrofa l’omessualità proprio il Dottor Steiner..)

      Sarò franco: ma quale sensibilità?

      Vorrei farti presente che con il tuo discorso mi hai appena dato con leggerezza del sottosviluppato sessuale (cit. “parlerei di una fase dello sviluppo del carattere sessuale e dell’identità che ad un certo punto, per via di eventuali interferenze, ha subito un rallentamento o si è fermato ad uno stadio incompleto”).

      Per quanto riguarda l’opinione di Steiner sull’omosessualità, c’è un intero gruppo di studio di antroposofi che ha cercato di approfondire l’argomento (http://www.bi-sophie.de/).

      Dalle loro ricerche Steiner al riguardo non si è mai espresso. Ma forse esiste qualche segreta comunicazione orale che solo pochi eletti hanno ricevuto, chissà..

      Però anche il primo modo comporta dei rischi che vanno assunti consapevolmente: volendo riconoscere a pieno questa tendenza, normalizzandola, si può indulgere troppo verso di essa, confermando, cristallizzando ulteriormente quella che nella migliore delle ipotesi può essere una tappa (temporanea) nel processo evolutivo, che però diventa allora una tendenza rallentante, che non si vuole superare.

      Forse non ti è noto che la prima reazione che la maggior parte delle persone hanno nei confronti della propria omosessualità è il rifiuto.

      Se c’è qualcosa che rallenta realmente (non nel mondo dei sogni) l’evoluzione di un gay è l’odio, la violenza, la vergogna, il disprezzo, il senso di colpa e di inadeguatezza che migliaia di persone continuano a rivolgere a ciò che è. Il tutto con normalità, come se niente fosse.

      E questo non per qualcosa di realmente negativo che ha commesso: semplicemente per l’amore e l’affetto che può avere nella sua vita.

      E’ questa secondo me la vera perversione.

      Per chi si approccia ad una disciplina iniziatica vale tutt’altro genere di considerazioni. E se vuoi te ne posso rendere conto, o almeno provare ad elucidarne il perchè, se hai la virtù dell’ascolto e dell’apertura mentale, che paradossalmente proprio molti gay militanti sembrano non possedere, tappando istericamente le orecchie. Ma sono sicuro che questo non sia il tuo caso, anche perchè non farebbe onore alle qualità intellettuali.

      Non è adulandomi che mi convincerai a restare “mentalmente aperto” per tenermi una lezione sulla disciplina iniziatica tradizionale.

      La mia “virtù dell’ascolto” non la rivolgo a qualcuno per alimentare il suo autocompiacimento per un’astratta conoscenza lontana dalla vita.

      Premetto che non voglio essere provocatorio ( o comunque tranquillizzati, lo sono spesso, metodologicamente, con tutti ).

      Che fortuna.. ora sì che posso stare tranquillo!

      Se non ti ho chiesto della tua esperienza personale, dei possibili ostacoli dell’essere gay, è perchè non mi sono permesso, lo ritengo un fatto personale ed intimo

      Non ti sei accorto che marci sopra la mia intimità da due post?

      Piuttosto, ripeto, non hai ancora risposto ad una domanda… chi sono questi santoni della “tradizione” (con la quale sembri avere un conflitto non risolto, chissà che ti fatto poi !?

      I “santoni” facevano parte della mia provocazione di risposta, che a quanto pare hai preso sul serio (e dire che l’ho pure dichiarata come tale). Non mi hanno proprio fatto niente.

      Nel mio post non parlavo dei maestri quanto dei vari esoteristi, spiritualisti e tradizionalisti che si possono incontrare.

      Si tratta di persone che, forti del loro pensiero analogico (come in alto così in basso!), si beano della loro segreta eredità cosmico-planetaria, di angeli, soli e lune, attraverso i quali sublimano in sottili e arzigogolati ragionamenti il loro razzismo, la loro omofobia, e il loro disprezzo per il prossimo, giustificandoli.

      Solitamente cercano un interlocutore erudito in quegl’argomenti con il quale intrattenere vuoti discorsi iniziatici, ebbri del loro sapere che preferiscono alla verità.

      Il ruolo che si danno (e qui giunge il vero godimento) è quello di “umili maestri” o “discepoli in cammino sulla vera via”. Guai a togliergli questa sublime delizia.. al sesso si rinuncia eccome, c’è di meglio!

      La mia provocazione, semmai, vedila come positiva; per un contributo alla riflessione. Non c’è in me nessuna malafede: starei forse a perdere il mio tempo se non ti ritenessi un interlocutore valido e degno di attenzione?

      Per quanto mi riguarda questa conversazione mi ha stancato.

      Buon cammino,
      Aion.

  4. L’archetipo dei tuoi impulsi riflessi non è uno stampino. é capzioso usare da parte tua queste paroline.è un artificio retorico, polemico… ma tu hai capito cosa voglio dire: sono Potenze, che si incarnano temporaneamente anche in classi di esseri e che si manifestano attraverso di noi, per il concorso anche di questi esseri elementari. Questo è l’insegnamento comune di tutte le scuole esoteriche, e posso garantirti che comune qui non è un semplice modo di dire. su questo punto credo anche tu possa convenire.

    seconda cosa, poi: la perdità dell’individualità di per sè non significa nulla. la perdita di una individualità puramente illusoria l’avresti comunque se non poni le basi per realizzare la sopravvivenza post-mortem, la vera individualità. Ciò posto, l’essere individuale non è la vetta massima metafisicamente parlando… oltre c’è il mondo della manifestazione informale: lì l’individualità spairsce (ovviamente nel senso che viene superata, la si possiede in sovrappiù e si possiede anche tutto ciò che ricade al di fuori del’individualità..)
    Le possibilità individuali sono solo una modalità condizionata di esistenza, la realizzazione dell’incondiionato esige il superamento di questi stati. infatti nella Santa Kabala viene detto che per accedere al mondo di Briah, il piano noetico-noumenico o informale, l’individuo muore: si deve attraversare l’abisso di Daat. Ovviamente morire all’individualità significa superarne i limiti, non significa dissolversi nel puro nulla,oppure perdere un principio di continuità. Non confondere ciò che è al di sotto della forma individuale (questo sarebbe regressivo), con ciò che è al disopra ( eventualmente progressivo).
    Certo che per te oltre l’individuo non c’è nulla: errore tipico da antroposofi superficiali (peraltro molto superficiali: il senso ultimo dello steiniano Uomo-Spirito andrebbe invece compreso secondo questo trascendimento). certo è vero che il linguaggio della scuola steineriana può confondere, poichè incentrata esclusivamnte sulle “tonalità” dell’io. queste formulazioni, per quanto molto valide a mio giudizio, sono però metafisicamente incomplete, pertanto causano incomprensioni, in chi ha solo quella formazione. Ergo: ti consiglio di leggre per integrare questa tua pur valida formazione, Raphael e magari anche Guènon.

    quanto a Steiner: scrive espressamente, non in segreto, in una sua conferenza pubblica sull’ordine dei Templari che ad essi veniva attribuita una “orribile nefandezza” (sta parlando dell’accusa di atti omosessuali, ben nota, mossa ai templari)Certo non ci andava leggero quanto a moralismo, ma tant’è.. comunque io non amo usare questo linguaggio da predicatore.

    comunque parlando di fatti privati ecco: non si può minimamente toccare la sfera del privato che subito qualcuno salta sulle punte. vorrei precisare che sono lo stesso Lupus S.Feroniae che ti ha scritto precedentemente, solo ora sto usando il mio nome profano, mentre quello era semplicemente un nome di penna che uso saltuariamente. Vedi hai dimostrato una cosa: quando si discetta alla larga su temi di certo distanti (tipo tremila correnti medievali,che non ti toccano punto, o la corretta interpretazione di una scuola) allora sei disponibilissimo a blandire l’interlocutore, bravo Lupus, bella erudizione, sagge precisazioni….

    Poi, se si tocca la sfera del privato, ecco che saltano le paranoie isteriche sulla sessualità (guai chi me la tocca!).

    Allora non lamentarti che gli insegnamenti sapienziali, non abbiano nulla a che fare con la tua vita!!sei tu che no lo permetti (cazzi tuoi, dicono ad Oxford)

    La stessa persona che prima apprezzi, e che pure resta la stessa per formazione, sensibilità e stile di pensiero, poi semplicemente per una osservazione che ti tocca più da vicino, perde ogni credibilità e diventa un oscurantista, esoterico-squadrista, e omofobo.

    Purtroppo hai perso l’occasione per approfondire un dato interessante che poteva fare sorgere aspetti di riflessione e confronto, magari anche per altri, sia pure sul piano della scienza iniziartica. ma se non hai una posizione più articolata sul tema dell’omosessualità, pazienza…

    Evidentemente il confronto, il giudizio magari anche critico,ma in buona fede, lo temi o non lo vuoi. Peccato, dimostri solo di essere prevenuto. Impara che non puoi accettare solo chi argomenta come vuoi tu, o pone le domande che vorresti sentirti rivolgere, per dare le risposte che ti senti di dare…

    Ma solo dallo scontro viene qualcosa di positivo: se tutti ti dessero ragione saresti circondato da adulatori!

    peraltro non credo sia un problema gravissimo se sei gay! non l’ho pensato nè l’ho detto, ma ho detto che dei rischi ci possono essere.

    La cosa che più mi stupisce è questo disprezzo malcelato nei confronti della tradione, nome che sembri biascicare a denti stretti!

    Il lignaggio, il maestro, sono concetti essenziali. Non puoi pensare di seguire queste dicipline senza una guida diretta. Non si può: semplicemente vai contro la struttura stessa di questa scienza.
    la trasmissione da maestro a discepolo è imprescindibile. ma se leggi due o tre libri di steiner tipo “l’iniziazione”, senza una guida: ma dove vai?
    Primo: le indicazioni che trovi nei libri sono sempre, e bada sempre, incomplete: non portano a nulla… se uno non ha la chiave della trasmissione orale non sa usare nessun tipo di tecnica scritta. Si è fatto così per impedire che gente non preparata usasse certe tecniche. questo ovviamente perchè senza un maestro ti puoi perdere: puoi sbagliare senza accorgertene.E questo non è esente da rischi…
    Quello che Steiner dà, sono delle indicazioni, ma il lavoro tosto non l’ha neanche insegnato a quelle teste di legno della società antroposofica, tedesca e non ( i cui limiti conosceva lui stesso). Lui apparteneva ad un circolo rosicruciano tedesco insieme ad altri mi sembra undici membri tra cui von Bernus, con interessi spagirici e alchemici. Quella era il nucleo interno dell’insegnemento: la società antroposofica e i suoi scritti pubblici erano solo la cerniera fra il mondo profano e il nucleo iniziatico. L’unico vero allievo di Steiner è stato l’italiano Giovanni Colazza (Leo del Gruppo di Ur).
    Per carità, nei libri del Dottor Steiner troverai indicazioni validissime, ma operativamente sono dei lavori “preliminari”.

    Tutte queste discipline non sono esenti da rischi e qui subentra la figura mel maestro qualificato. Purtroppo senza tradizione (nel senso di lignaggio ininterrotto) non c’è esoterismo. Vuol dire che se non si è nel flusso di quegli insegnamenti e di quegli influssi spirituali, non si farà nulla, oppure ci si farà del male.
    tutti i grandi realizzati hanno seguito la guida di un maestro, e si trattava di persone – permettimelo- ben più qualificate di te.

    L’esoterismo è così: se ripugna al tuo spirito critico e scientista, alla tua visione democratico positivista, sono affari tuoi.

    Ma non sta scritto da nessuna parte che devi seguire certe discipline. Non è una prescrizione medica: purtroppo oggi si pensa che le vie iniziatiche siano una specie di aspirina del 2000!

    L’esoterismo non è per tutti! Certo se si tratta di fare un pò di rilassamento/ calma interiore (parente semi-tradizionale del profano training autogeno, che pure nasce da tecniche di hatha-yoga), si faccia pure.

    Ma sapete che cos’è l’esoterismo? è pranayama, è psicurgia, è teurgia… lavoro con forze che ti fanno tremare.
    Poi non capite dove comincia e dove finisce l’individuo!

    Ma per favore! non vi ammantate con cose che avete appena studiato. (e non mi riferisco solo a te che fai l’esoterista e disprezzi l’esoterismo!). intanto ti consiglierei di leggere e di studiare il più possibile la metafisica tradizionale.
    fai bene a fare i tuoi esercizi ma devi macinarne tanto di studio e poi trarrai le tue conclusioni…….

    • Credo di essere una persona sufficientemente aperta al dialogo, ma quando i discorsi prendono una certa piega sinceramente non ritengo sia il caso di continuare.

      Prima argomentati con molta tranquillità sul mio essere un presunto sottosviluppato sessuale, per poi dire che preferisci evitare di toccare certi tasti personali per sensibilità.. per me la tua opinione è un fatto, nessuno te la tocca (per carità), ma per cortesia non venire a fare il sensibile.

      Prima riconosci esplicitamente quanto io ritenga erudizione l’esoterismo tradizionale e poi ti offri di approfondire l’argomento dell’omosessualità da questo punto di vista.. ma con che logica prosegui? Tra l’altro Il tema di quanto una concezione del mondo metafisica si trasformi sul piano etico in una forma di violenza è stato ampiamente argomentato..

      vorrei precisare che sono lo stesso Lupus S.Feroniae che ti ha scritto precedentemente, solo ora sto usando il mio nome profano, mentre quello era semplicemente un nome di penna che uso saltuariamente.

      Il fatto di non presentarsi con lo stesso nome in due discussione diverse, lasciando l’interlocutore ignaro della cosa, a casa mia è maleducazione.
      Il fatto di rinfacciarmelo come hai fatto (cit. “allora sei disponibilissimo a blandire l’interlocutore, bravo Lupus, bella erudizione, sagge precisazioni”) è semplicemente una bassezza.

      Sei anche Italo magari? Cos’è, devo iniziare a controllare gli indirizzi IP?

      quanto a Steiner: scrive espressamente, non in segreto, in una sua conferenza pubblica sull’ordine dei Templari che ad essi veniva attribuita una “orribile nefandezza” (sta parlando dell’accusa di atti omosessuali, ben nota, mossa ai templari)Certo non ci andava leggero quanto a moralismo, ma tant’è.. comunque io non amo usare questo linguaggio da predicatore.

      Ma credi che se al tempo dei templari l’omosessualità non fosse stata considerata un’orribile nefandezza li avrebbero accusati di atti omosessuali?
      Svegliati. Steiner ha usato un’espressione corretta, perché anche il nome delle cose è dato dal contesto.

      Steiner moralista? Stiamo parlando di un uomo che nella sua opera magna (La Filosofia della Libertà) afferma che ogni uomo fa specie a sé.

      Ma sapete che cos’è l’esoterismo?

      E tu sai cos’è Pensare?

      Dulcis in fundo:
      – Io non seguo nessuna via iniziatica
      – Io rifiuto qualsiasi pensiero metafisico, cioè che non abbia attinenza con la realtà
      – Io non seguo alla cieca nessun maestro, e penso con la mia testa

  5. Non so chi sia Italo.

    Però Lupus Sabinus è un pseudonimo che uso saltuariamente, e Giovanni è il mio nome profano.

    Le frasi di Steiner, interpretale come vuoi, è legittimo, certo non puoi negare che sembra anche lui pensare che la sodomia sia una nefandezza. Cioè che se i templari avessere fatto quelle cose non sarebbero stati dei santi guerrieri dello Spirito. Ma va bene,anche qui siamo nell’ipotetico.

    Certo ogni individuo fa specie a sè, ci può stare, ma non mi sento di supportare il tuo relativismo. dove vuoi arrivare, a dire che è sufficiente non sentirsi in colpa per essere dei giusti? Bravo! credi che Himmler si sentisse in colpa quando ha ordinato la “Soluzione finale”?
    Come vedi non è un bel criterio.

    Giusto è conformarsi ad un ordine cosmico ( e cosmo significa ordine, quindi la mia espressione non è una fumisteria misteriosofica), un ordine che precede l’individuo – specie l’individuo ordinario. altrimenti basterebbe non provare rimorso (pur essendovi questa possibilità) per non accumulare Karman!

    La libertà che sostieni tu è la libertà iniziatica, e vale solo per gli Adepti, per l’individuo comun c’è la Legge. Uno degli errori della modernità è stato di profanre delle verità iniziatiche pretendendo di stendere a tutti una Dignità che non appartiene a tutti gli uomini… Nella migliore delle ipotesi apprtiene loro solo in potenza.

    Che tu sia d’accordo non mi importa, fai come credi, questo è titanismo, superomismo nietzschiano, medita dove si va a finire lungo questo sentiero…..

    Però non capisco che c’entrate voi (mi riferisco ai tanti orecchianti di questi campi) con l’esoterismo?

    se snobbi la metafisica considera che segui un maestro (Steiner) che ha scritto pagine di metafisica (peraltro si tratta di insegnamenti metafisci non del tutto completi) attraverso una facoltà di chiaroveggenza su cui non avete il benchè minimo mezzo di controllo; oltretutto gli steineriani odierni sono fra le persone più dogmatiche in circolazione, sia detto per inciso. Gli strumenti di controllo che avrai sono gli stessi che hanno i discepoli di ogni scuola tradizionale, seguire gli insegnamenti del maestro nella speranza un giorno di conseguire quelle facoltà che permetterebbero di raggingere direttamente quelle conoscenze.

    Quindi la tua presunta autonomia in fin dei conti è solo apparente, salvo la libertà che ti assegni nel formulare i tuoi personali giudizi. fallo pure e non ti critico.

    Ma allora cos’è questo parlare di esoterismo? Lascialo dire ha chi per decenni ha seguito numerose vie iniziatiche.

    Ti permetti di pensare che siamo dei superstiziosi e ci godiamo la nostra segreta eredità cosmico-planetaria, di angeli, soli e lune (sono prole tue)? non capisco se tu non credi nei mondi invisibili o dubiti solo delle scuole tradizionali?

    Nel primo caso sappi che allora tu con l’esoterismo non c’entri nulla, hai sbagliato discipliana, torna ad occuparti di sociologia e parlaci di tanti bei diritti umani, cosa che può fare chiunque.

    (L’esoterismo è una via che non è per tutti)

    Nel secondo caso, ti ripeto, non capisco questa tua insofferenza per la tradizione (senza tradizione non c’è esoterismo, senza maestro non c’è progresso. certo ci sono i falsi maestri,ma questo non autorizza a pensare di poter procede da soli in questi campi. Ci sono delle forze che non aspettano altro che tu faccia un passo avanti; per l’antroposofia sono gli spiriti luciferici, che vivono sull’astrale; e non hai idea di quante cazzate si possano commettere…)

    Oltretutto il tuo caro Dottore, viene dagli Ordini esoterico-magici tedeschi (la Rosacroce e la Massoneria egizia di cui fu Gran Maestro): pensi che avrebbe sviluppato le sue non secondarie capacità occulte, se non avesse accettato la disciplina delle scuole tradizionali? Steiner è il figlio di un sistema di Tradizione, che ha sviluppato, ma non ha rinnegato. E inoltre, ti ripeto, i suoi inseganemti pubblici, scritti, non possono essere propriamente esoterici, sono divulgativi, quindi sono rivolte ad un pubblico con facoltà intermedie e con qualificazioni piuttosto varie. Steiner non ha creato un sistema esoterico aperto a tutti: quello che ti sembra aperto a tutti è solo l’anticamenra di un sistema tradizionale: Le scuole tradizionali lo fanno spesso: costruirsi una cerniera esterna per fare da filto con il mondo profano, e selezionare le persone qualificate.

    Poi purtroppo la cosa è sfuggita di mano: la società antroposofica ha assunto forma autonoma e il nucleo interno ha seguito la sua strada, sopravvivendo in una trasmissione quasi individuale di pochissime persone.

    Vorrei solo che rispondessi alla domanda di sopra. cos’è che non accetti e perchè?

    Ps. ti preciso che tu chiami metafisica qualcosa di irreale. Per me è pricipalmente reale ciò che è metafisico, tutto il resto essendo contingente: anzi la metafisica è la scienza che studia il Reale. ha per organo la facoltà detta intuizione intellettuale, che è superiore persino alla chiaroveggenza (che è invece un senso sottile); al contrario l’intizione è un atto dello Spirito, della Mente Assoluta, svincolata da ogni sensibilità sia pure sottile.

    Dunque cosa neghi: queste realtà? Oppure la validità degli insegnamenti tradizionali, che pure si basano sulla visione dei Rshi, coloro che grazie all’alta contemplazione possedevano questa “Visione” intellettuale?

    • Vorrei solo che rispondessi alla domanda di sopra. cos’è che non accetti e perchè?

      In estrema sintesi: non tollero che si chiami Verità un qualsiasi pensiero (o sistema di pensiero) che non aderisca, o faccia riferimento, ad una percezione (o più percezioni).

      Un pensiero che non aderisce ad una percezione non può dirsi obiettivo, tantomeno scientifico. Punto.

      Esistono percezioni oltre quelle sensibili? Non posso dirlo: solo ipotizzarlo.
      Posso inoltre ipotizzare sì che vi siano altre tipologie di percezioni, ma lungi da me il confondere le mie ipotesi con delle Verità assodate.

      C’è un’altra cosa che sopporto ancora meno.

      Quando qualcuno, che dimostra di non avere nemmeno nei riguardi del mondo dei sensi l’atteggiamento scientifico di cui sopra, pretende di averlo in tipologie di percezioni (ipoteticamente) ancora più complesse.
      Potrà dal mio punto di vista essere al massimo un visionario, sicuramente non uno scienziato.

      Non essendo nemmeno in grado di riconoscere il grado di obiettività del sistema di pensiero che assume come una Verità assodata non potrà essere esente da una sottile forma di fanatismo.

      E il fatto che sia sottile la rende meno riconoscibile, sicuramente non meno dannosa (per tutti).

      Segui una via esoterica tradizionale? Hai i tuoi maestri? Dai valore a determinate cose? Mi sta bene, sono affari tuoi: chi ti dice niente?

      Ma non pretendere che chiunque glielo riconosca, e non ti permettere né di dirmi cosa devo fare (o non fare) né quello che posso (o non posso) scrivere sul mio blog.

      Per la cronaca:
      – Non seguo nessuna via iniziatica (sembra che tu non l’abbia ancora capito)
      – Non mi ritengo un esoterista (almeno non nella tua accezione)
      – Non sono iscritto alla Soc. Antroposofica
      – Rudolf Steiner non rappresenta per la mia vita un’autorità (morale o di qualsiasi altro tipo), è un uomo che apprezzo e stimo per molte ragioni diverse tra loro.

      • Ho letto questo singolare scambio di vedute…

        non mi pronuncio sul tuo orientamento sessuale. C’è però una cosa su cui non si può indulgere.Non esiste pensiero velido e “oggettivo” che non aderisca a percezioni???
        Ma bravo: dove hai studiato, mi domando?
        Non hai mai sentito l’insegnamento steineriano del “pensiero libero dai sensi”? Il pensiero libero dai sensi è già un primo gradino di evoluzione, ed è conseguente alla liberazione del pensiero dall’organismo psico-fisico e sensoriale… Ancora oltre, il “pensiero vivente”, che coglie le verità come puro atto dello Spirito, conoscenza diretta e immediata, esattamente la buddhi di cui dice Giovanni.
        Mi domando se, dato che fai di queste osservazioni, hai davvero studiato Steiner; nel qual caso credo che tu non ne abbia compreso il senso. Il pensiero libero dai sensi è esattamento ciò che tu hai negato, peccato che sia un dato essenziale dell’ascesi insegnata da Steiner.
        Altrimenti credo che il tuo “scetticismo” sia in malafede.
        Certo è che se neghi la realtà della trasfigurazione della coscienza, sei completamente al di fuori del paradigma esoterico. Argomenti da positivista che stridono con la scienza del sovrannaturale e dello Spirito. In ogni caso forse non sai quello che scrivi, o non hai ben compreso quello che hai letto, oppure sei in malafede

  6. Preciso che l’inutuizione intellettuale è una facoltà conoscitiva meta-razionale dell’Intelletto superiore.

    questa facoltà, in sanscrito “Buddhi”, è una forma di conoscenza superiore. Lo sviluppo di questa facoltà è legata al raggiungimento di uno stadio chiamato Samadhi nello yoga classico.
    (che il Samadhi poi si divida in samadhi “con sostegno” e “senza sostegno”, credo sia cosa completamente fuori dalla portata di chi non ha alcuna cognizione di scienze tradizionali quindi sorvoliamo…..)

    Vedi: la facoltà che tu chiami percezione, in realtà si rapporta alla sensorialità, che si sviluppa grazie ai sensi fisici, e si estende poi nei loro prolungamenti sottili (sensi iperfisici): è una possibilità di conoscenza. Ma essa è retta dal manas (la mente). La facoltà intellettuale, è retta dalla Buddhi, una facoltà suporiore al manas.

    Persino la chiaroveggenza, che è una realizzazione ancora intermedia, non permette di conoscere in senso assoluto i mondi superiori. Che tu non riesca a considerare facoltà oltre le percezioni è normale, una tipica degenerzione moderna, dettata comunque dall’ignoranza.

    La facoltà di percezione sensoriale, è imperfetta (altro che oggettiva! al massimo si potrà dire che è oggettiva nella sua particolare modalità) poichè si colloca sul piano duale (presuppone la dualità soggetto-oggetto). Nell’intuizione neotica, lo sviluppo giunge a far cadere ogni estraneità, ogni alterità che l’oggetto può opporre al soggetto. Il Soggetto realizza appieno l’oggetto, annullandolo in realtà come “altro”, e questa è la sola base della vera Conoscenza, nonchè del vero Potere. La conoscenza vera è conoscenza non speculativa, come quella delle scienze moderne, ma realizzativa.

    La verifica sperimentale si potrà avere ogni qualvolta una persona, realmente ed esistenzialmente motivata (cioè non mossa da mera curiosità positiva) e dotata di qualificazione, volesse intraprendere un cammino di ri-generazione iniziatica. Di più non è dato dire.

    Che tu non sia un conoscitore delle dottrine esoteriche, lo hai dimostrato oltre che, infine, dichiarato tu stesso…
    Però i riferimenti all’esoterismo sul tuo blog sono piuttosto espliciti, pertanto qualcuno in buona fede ci può cascare….sarebbe bene ricordare quindi che ogni riferimento a queste conoscenze (che tu stesso non riconosci come vera conoscenza) è assolutamente illegittimo!! scrivi quello che vuoi ma usa le parole della nostra bella lingua italiana per quello che è il loro campo semantico. Non le stravolgere con un uso del tutto surrettizio!

    Preciso infatti che esoterismo non ha un signifcato particolare per me: esso può avere un unico significato. Esoterico significa etimologicamente: conoscenza segreta ed occulta. Punto. Non c’è altra possibilità di interpretarlo. Ci sono poi delle possibili definizioni accessorie e corollarie che ne approfondiscono il senso. Interessante per esempio sono i punti essenziali formulati da Faivre (che è uno storico delle religioni accademico, che ti invito a leggere. Fra queste caratteristiche dell’esoterismo c’è anche la confluenza delle fonti dottrinali, che tu snobbi, a quanto pare).

    Ma esoterismo ha per carattere essenziale quello di conoscenza segreta; è inscindibilmente legato al mondo delle iniziazioni, pertanto presuppone un lignaggio di trasmissioni e dunque la tua tanto disprezzata “tradizione”. Le tue critiche scientifico positiviste alla Umberto Eco, sei libero di formularle, ma sono proprie di chi l’esoterismo non lo ama o non ne intuisce l’intima profondità. Vuoi una prova? nel tuo blog, che pure si fregia di usare nomi come “magia” ed “esoterismo”, non si trovano molti interventi di navigatori che parlano realmente di esoterismo.
    E, peraltro, neanche tu lo fai….

    • Mi ritengo una persona che sa pensare, che tende all’obiettività e all’onestà intellettuale, che non si irrigidisce sull’uso delle parole (esiste un unico modo di interpretare una parola? Ma stiamo scherzando!?) e che rifiuta ogni forma di fanatismo e dogmatismo.

      Premesso questo, non ti ritengo una persona con cui io possa avere una conversazione costruttiva per i seguenti motivi:
      – Continui a fare riferimento a un sapere su una conoscenza al posto di trattare della conoscenza
      – Sei rigido sull’uso dei termini, impuntandoti su di essi
      – Non segui la logica del discorso ma, data una parola, ti distacchi dalla conversazione iniziando a scrivere “tutto quello che sai” su quella parola (le virgolette sono d’obbligo perché so che potresti scrivere molto, ma molto di più..).
      – Riesci a fraintendere gran parte di quello che dico per i motivi di cui sopra
      – Sei riuscito a convincermi del fatto che non conosci minimamente i limiti e la struttura del sistema concettuale in cui ti muovi (o a questo punto del quale sei prigioniero).

      Francamente mi sono definitivamente stancato di ripetermi quindi ho deciso di non risponderti più.

  7. Ho semplicemente risposto alle tue osservazioni rilevando che ci sono motivi di ordine dottrinale per cui le tue affermazioni non si possono accettare. Ho formulato, ad esempio, delle osservazioni epistemologiche sulle fonti della conoscenza: ragionamento, sensi e percezioni e infine intelletto, cioè intuizione intellettuale.

    L’ho fatto dal punto di vista dell’esoterismo comparato, della tradizione, ma non è per me nè fanatismo nè dogmatismo: per me è conoscenza sperimentale! come lo è per tutti coloro che, almeno fino ad un certo grado, sono riusciti a trovare delle conferme dirette. (certo non posso darne prova in questa sede, ci mancherebbe).

    La logica del mio discorso è stata di mostrare delle tue lacune di base, sperando di stimolarti a riflettere o a studiare. Con che risultati? chissà…

    sull’uso delle parole c’è un criterio di buon senso comunicativo che impone, dato un determinato contesto, di adoperare un termine con l’accezione corrente con cui viene impiegato normalmente, nella fattispecie la parola “esoterico” serve ad indicare un corpus di dottrine, presente in ogni sistema di civiltà tradizionale, facente riferimento al sacro e al trascendente, avente per strumento di conoscenza l’acquisizione di uno stato superiore di coscienza; per sua stessa definizione questo la sottrae alla critica dell’uomo comune, così come anche alle sue possibilità di comprensione: ecco il motivo per cui esso sapere rimane segreto. Tuttavia, la scienza esoterica offre le possibilità e una specifica tecnica per elevarsi a quei livelli, o ai relativi livelli intermedi e attingere direttamente alla Fonte della Saggezza.

    Questo è il senso del termine esoterismo, spiegazione che troveresti su qualsiasi enciclopedia,e su questo non si dà motivo di discussione. Ogni altro uso che di solito se ne può fare è quanto meno improprio, nè si potrebbe applicare a questo contesto.
    Solo su questo ho voluto puntualizzare. Non credo di essere fanatico o squadrista solo perchè richiamo ad osservare la corretta definizione di un termine. Peraltro nella logica, di cui tu ti compiaci tanto, una delle regole essenziali per comunicare e argomentare è la “competenza semantica”, concetto molto in voga nella filosofia del linguaggio e nella filosofia della scienza contemporanee, che forse ti sono più familiari.

    Bene, competenza semantica vuol dire: “sai cosa stai dicendo?” o meglio ancora: “conosci bene il significato delle parole che usi?”

    Non mi impunto, semplicemente preciso; non sono un fanatico, semmai accetterei di essere definito pedante; ma sono giustificato: è necessario convenire sul significato dei termini prima di affrontare una qualsiasi discussione, e ritengo che un giovane di 26 anni potrebbe anche garbatamente piegarsi all’uso del dizionario, pena il rischio di cadere in un anarchismo semantico. O anche il dizionario è per te un simbolo di oscurantismo e autorità imposta incondizionatamente.Nemmeno i rivoluzionari francesi o gli illuministi si spinsero a tanto…

    Molto umanamente, a questo punto ti chiederei, ma tu che cosa ti aspetti dall’esoterismo? perchè lo citi?

    Permetti che sia una legittima curiosità in chi si occupa da decenni queste materie?

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